Fascino e memoria è Suzuka per Charles Leclerc. Verso il Gran Premio del Giappone da protagonista della qualifica: da Spa, sempre in pole, quattro firme realizzano la striscia più lunga del 2019 di partenze al palo. Giappone che riporta alla mente, però, anche il lato della tragedia di Jules Bianchi.

“Non nascondo che lo scorso anno è stato molto difficile per me scendere in pista qui per la prima volta, perché nella mia mente c’era il ricordo di Jules che proprio a Suzuka ebbe l’incidente che gli fu fatale. Per me questo luogo è indissolubilmente legato a quel ricordo, ma dal punto di vista del circuito mi piace molto”, racconta Leclerc.

SFIDA ANCORA DIVERSA PER LA SF90

Spa e Suzuka, piste in assoluto le più appaganti da affrontare. Domata la sfida belga, Charles sul tracciato nipponico aggiunge: “E’ molto impegnativo e tecnico, in tal senso direi uno dei migliori in assoluto in calendario dal momento che ci puoi trovare dalle curve da alta velocità ai tornantini e alle chicane molto lente, tutte caratteristiche che contribuiscono a rendere iconica questa pista.

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Per quanto ci riguarda, ancora una volta si tratta di un circuito dalle peculiarità differenti da quelli su cui abbiamo gareggiato di recente. Anche a Suzuka, dunque, sarà interessante verificare come si comporteranno gli upgrade che abbiamo introdotto di recente sulla SF90″.

SEB E L'AMATA SUZUKA

Le premesse di competitività mostrate a Sochi, ancor più a Spa, lasciano ben sperare sul week end alle porte. Suzuka mai prodiga di grandi risultati per Sebastian Vettel da quando corre in Ferrari. Il podio del 2015 è offuscato dalle delusioni cocenti del 2017, per un problema di affidabilità (una candela rotta) occorso in griglia – prima fila allora - trasformatosi in ritiro dopo quattro giri appena.

“Quello di Suzuka è con ogni probabilità il circuito che preferisco nell’intero calendario. Si tratta dell’unica pista del Mondiale ad avere il layout a “otto” il che in qualche modo mi ricorda le piste giocattolo con le quali giocavamo da bambini.

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Solo che questo circuito è tutt’altro che banale dal momento che ci trovi curve da brivido come la 130 R o la sequenza che caratterizza il primo settore”, commenta Seb.

Non esattamente da manuale fu la gestione della qualifica del 2018, carica di polemiche per le scelte da parte del muretto in una fase decisiva della Q3, nella quale furono montate gomme intermedie troppo presto, quando ancora la pista permetteva il giro buono con le slick.

E, sul meteo, Seb aggiunge: “A Suzuka la componente meteo è sempre imprevedibile per cui spesso le corse sono ricche di variabili e quindi particolarmente complesse ma anche affascinanti”.