Sembrava quasi impossibile per un "mostro delle qualifiche" come lui, eppure erano ormai 10 Gran Premi e 4 mesi che Lewis Hamilton mancava la pole position (questa è la sua 88esima in carriera) superato dalla Germania in poi da Bottas, Verstappen, Vettel e soprattutto (5 volte) Leclerc. Un ritorno senza discussioni questo di Abu Dhabi, dato che già il primo run in Q3 gli avrebbe consegnato la partenza al palo per 145 millesimi, passati poi a 194 abbassando il crono al secondo tentativo. Il più vicino a fine qualifiche è Valtteri Bottas, che però non potrà concretizzare questo risultato perché dovrà partire dal fondo dello schieramento: una penalità dovuta a ripetute sostituzioni di elementi della power unit, addirittura due volte il motore dopo una perdita riscontrata ieri su quello già nuovo di venerdì.

Prima fila quindi per Max Verstappen, staccato di 0"360 e davanti a Charles Leclerc di 8 centesimi esatti. Va detto però che, se l'olandese è stato più lento nel secondo run, il monegasco non ha proprio avuto la possibilità di provarci per aver preso la bandiera a scacchi alla fine del giro di lancio del secondo tentativo. Una situazione un po' rischiata e un po' fortuita, da un lato per il fatto di essere entrato in pista per ultimo, dall'altro per l'effetto domino dei rallentamenti a inizio giro lanciato che hanno condizionato anche Sebastian Vettel subito davanti, 5° tempo senza aver migliorato nemmeno lui, in coda (in pista) ad Alex Albon che risulta staccato di 3 decimi e mezzo nei crono.

Per Vettel è tuttavia più preoccupante, in ottica gara, pensare che partirà su gomme soft, con le quali la SF90 non è parsa a suo agio a Yas Marina, mostrando un surriscaldamento accentuato già alla fine di un giro tirato. Questo quando Leclerc, Hamilton, Bottas, Verstappen e Albon (cioè tutti gli altri top driver) partiranno invece sulle medie, teoricamente più adatte dal punto di vista strategico per un GP che si pensa sarà più aggressivo del previsto sui pneumatici.

Nelle retrovie, la lotta sul filo dei millesimi ha visto Lando Norris prevalere su Daniel Ricciardo e su Carlos Sainz, dietro per soli 20 e 23 ms rispettivamente. Ciò può far prevedere una sfida molto tesa anche in gara, con Nico Hulkenberg un poco più staccato ma che vorrà chiudere nel miglior modo possibile la sua carriera in Formula 1. La maggior libertà strategica potrà inoltre tenere del tutto in gioco anche Sergio Perez, come pure Pierre Gasly, Lance Stroll e Daniil Kvyat: i quattro sono racchiusi in 86 ms e tutto fa prevedere una bella sfida accesa tra McLaren, Renault, Racing Point e Toro Rosso.

Vedremo se a questa potranno aggiungersi le Haas, con Kevin Magnussen non lontano e Romain Grosjean che ha subìto negativamente i danni dell'incidente di venerdì con Bottas, che gli ha rovinato il nuovo "pacchetto aerodinamico" (in particolare il fondo) con cui si era trovato molto bene. Più in crisi sembrano le Alfa Romeo con Antonio Giovinazzi davanti a Kimi Raikkonen di 269 ms e giusto le Williams a seguire, con George Russell a precedere Robert Kubica: resta comunque la speranza di potersi avvantaggiare delle sempre possibili diverse situazioni di gara, pur se a Yas Marina bisogna contare soprattutto sui rettilinei e sul DRS.