È il team che si è esposto maggiormente lo scorso anno nei confronti di accusatore della Ferrari e nel contestare la regolarità della power unit, oggi oggetto della transazione decisa tra FIA e Maranello. Red Bull, con Helmut Marko, resta sul piede di battaglia. 

Immagina uno scenario, nei fatti, impossibile da accertare, per ammissione della stessa Federazione. Soprattutto, in virtù di una sorta di accordo tra gentiluomini, alle richieste di chiarimento avanzate alla FIA non si è mai prodotto da parte delle squadre il passo ufficiale della protesta in sede di Gran Premio.

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Immagina una Red Bull seconda nel mondiale Costruttori, un convincimento che manca del supporto dei fatti, stante  la regolarità della power unit Ferrari fino a prova contraria. Piazzamento tutt'altro che semplice gloria sportiva, in ballo c'è la ripartizione dei premi FOM, che ricordiamo avviene - per una quota - anche in funzione del piazzamento realizzato l'anno precedente.

Milioni di euro in premi di differenza

Nel 2020 verranno corrisposti i premi sui risultati della scorsa stagione; la differenza strettamente legata alla posizione nel Costruttori, tra secondo e terzo posto, vale circa 9 milioni di euro.

“Arrivando al terzo posto anziché al secondo nel mondiale Costruttori si perde una somma a due cifre (in milioni di euro; ndr). Non solo per la distribuzione dei premi tra secondo e terzo posto, ma anche dai contratti di sponsorizzazione che abbiamo, legati alle prestazioni. E presumo che anche per altre squadre siano accordi simili”, dichiara Marko ad Auto Motor und Sport.

“Dobbiamo presumere che avremmo battuto la Ferrari in pista se col motore tutto fosse andato bene. E se veramente avessero imbrogliato, sarebbe troppo poco una sanzione economica di 10 o 20 milioni”.

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