Anche un’ampia parte della “squadra della Formula 1” è costretta a registrare le misure di congedo non retribuito e ripiegare sull'integrazione al reddito garantita dal governo britannico. Provvedimenti figli della crisi provocata dal coronavirus e la mancata attività con le conseguenti difficoltà di introiti, a fronte di premi sui risultati 2019 da corrispondere e - prossimamente - i rimborsi da assicurare ai promoters i cui GP sono stati cancellati.

La notizia segue i provvedimenti adottati già da tre squadre, per prima è stata McLaren ad annunciare le misure di riduzione degli stipendi sullo staff ancora operativo per i prossimi mesi, una quota di personale invece resterà a casa per rientrare una volta ripresa la “normalità”. Dopo è toccato a Williams e Racing Point seguire la via aperta da McLaren. Per tutti, riduzione degli stipendi anche su figure manageriali e piloti.

F1 Group ha posto circa metà del personale in congedo mentre sarà del 20% la riduzione delle competenze pagate alle figure apicali del management, con Chase Carey – presidente e amministratore delegato – che darà un contributo ben superiore al 20%.