Il Senna-Mito è una figura che si compone per tasselli. Montecarlo ‘84 sulla Toleman, certo. Le varie Suzuka in tre anni epici tra ‘88 e ‘90, pure. La Interlagos ‘91, ovviamente. La Donington ‘93, per forza. E l’Estoril del 1985, 21 aprile come oggi.

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Una pista bagnata che si trasforma in un deviazione del Tago, tanta è l’acqua che nell’arco dei 67 giri cade sul circuito portoghese. La prima vittoria di Ayrton Senna fa il paio con la prima pole position e, guarda il caso, gli scenari sono quelli che diverranno simbolici nella carriera di Magic: il giro di qualifica al sabato e l’inarrivabile superiorità sul bagnato.

A rivedere le immagini dell’epoca si scopre una Formula 1 clamorosamente diversa, monoposto in grado di gareggiare perché ancora “automobili”, dove i progetti degli anni Duemila semplicemente si sarebbero parcheggiati al box, bandiera rossa e tanti saluti.

Distacchi abissali

Se Montecarlo 1984, il secondo posto dietro Prost, può ritenersi una “vittoria simbolica”, il Gran Premio del Portogallo dell’85 diventa la prima tacca di 41 trionfi. Oltre 1 minuto di vantaggio su Michele Alboreto, poi Patrick Tambay doppiato a 1 giro: 9 piloti appena all’arrivo su 26 partenti. Partenza su pista umida con gomme slick, "nulla" rispetto all'evoluzione di quel GP. Dopo 10 giri, 13 secondi di vantaggio su Elio De Angelis, stessa Lotus, Prost a 13”, Lauda a 30” quinto, Warwick sesto già doppiato…

La cavalcata è leggendaria, per portata ricalca la Donington del 1993. Diverse per contesto, premesse e rappresentazione. Dalla pole al traguardo nel 1985 annichilendo gli avversari a distanza, dove l’annichilimento del’93 arrivo in un giro entrato nella storia, al quale fecero da contorno gli altri 75.

Storia della prima vittoria in Formula 1 scritta 35 anni fa, una storia lunga 10 anni da rivivere, alla quale Autosprint dedica la prossima uscita di Gold Collection.

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