Il 3 luglio prossimo andrà in scena la rappresentazione esteriore di un lavoro dietro le quinte essenziale per alimentare la Formula 1 e le squadre operative sul campo.

Le fabbriche lavorano alla programmazione ottimale delle operazioni, in uno scenario eccezionale come quello vissuto negli ultimi quattro mesi, di chiusura forzata degli impianti, in un anticipo di pausa estiva in realtà trasformato in fase di analisi e preparazione alla ripartenza che sarà senza respiro.

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Negli ultimi mesi, tra le valutazioni spesso prodotte dalle squadre, soprattutto le più piccole, di seconda fascia, il tema della produzione dei ricambi e dell’impegno extra – anzitutto economico – richiesto a fornitori e direttamente in fabbrica, è emerso come una delle sfide più difficili. Il calendario procederà con sequenze di gran premi ravvicinate, tre gare consecutivamente faranno parte dell’ordinaria eccezionalità dettata dal coronavirus.

Ripartenza e programmazione

In Mercedes, è il direttore delle operazioni, Rob Thomas, a tracciare come si stia lavorando a Brackley e Brixworth, in preparazione del primo GP stagionale. Strutture delle squadre tutte a dover fare i conti con misure di distanziamento sociale, igienizzazione degli ambienti, rigidi controlli per garantire il massimo livello di sicurezza possibile.

“I ragazzi della produzione sono materialmente quelli che operano in fabbrica non potendolo fare da casa. Persone come i progettisti, sono al momento ancora a casa.

Stiamo parlando con i nostri colleghi della divisione HPP per assicurarci di fare le stesse cose con le procedure in essere, impariamo reciprocamente e ci assicuriamo che vi sia un approccio standardizzato”, spiega in un video sul canale Youtube Mercedes.

“Lo shutdown si è verificato molto in fretta, solitamente è in agosto e prendiamo dei mesi per prepararci. Si è verificato invece, letteralmente, nell’arco di una settimana e non eravamo davvero pronti.

Però essendosi protratto in realtà per 9 settimane siamo riusciti a fare molti interventi. Si è trattato di aree come l’IT, ad esempio, assicurandoci che tutte le infrastrutture venissero verificate, che venisse fatta la manutenzione, perché sapevamo che saremmo stati impegnati al rientro. Accertarci che tutti i sistemi chiave fossero solidi e funzionanti, diventava cruciale per noi.

Abbiamo condotto della manutenzione anche in aree come i banchi dinamometrici e parte dell’officina meccanica. Di nuovo, per gli stessi motivi: sapevamo che saremmo stati impegnati senza sosta per i sei mesi successivi.

Il nodo della pianificazione, soprattutto sulla produzione dei pezzi di ricambio, è una sfida per tutte le squadre; per possibilità finanziarie, mezzi e grado di dipendenza dai fornitori, i big si trovano in una posizione meno estrema.

Bilanciare scorte e just-in-time

Thomas, guardando alla stagione e le prime 8 gare europee in calendario, spiega quale sia la lettura ordinaria del flusso della produzione e approvvigionamento: “Per come si prospetta, sarà probabilmente una stagione più intensa che mai con una serie di tre gare di seguito.

Tutto ciò rappresenta delle sfide uniche per noi, poiché se hai due gare da correre vai alla prima e hai delle parti di ricambio. Se hai un problema, solitamente riesci a gestire la seconda perché hai i tuoi ricambi. Alla terza gara, all’improvviso hai finito i pezzi di ricambio.

Questo porta un gran mal di testa per i ragazzi in fabbrica, sul come far sì che la squadra in pista abbia sufficienti pezzi.

Quel che stiamo facendo al momento è verificare la situazione sui ricambi, abbiamo sufficienti pezzi e c’è un equilibrio da mantenere. Possiamo avere molti ricambi ma è davvero costoso farlo, non vogliamo sprecare ma essere efficienti. Si tratta di fare una valutazione, analizziamo anche quali componenti solitamente si danneggiano o si usurano in gara, così da accertarci di averli a un punto dello stato di produzione che può essere rapidamente cambiato, per farne metà o un quarto, a seconda di quale componente si tratti.

Tutta la fabbrica è costruita intorno alla rapidità e flessibilità, assicurarci di poter reagire. Per fortuna siamo abituati a tutto ciò, quindi se abbiamo un problema possiamo cambiare in fretta”.

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