Non poteva essere più animato il ritorno in pista della Formula 1. Dall’Austria c’è il tema regolamentare a reclamare visibilità, c’è una Mercedes subito a dettare il ritmo, c’è un mercato piloti che prospetta scenari imprevedibili per la rapidità con la quale i rumours vorrebbero avvenissero.

Del mercato piloti, giovedì, si è tornato a discutere per le parole di Sebastian Vettel, una ricostruzione di come si sia arrivati all’annuncio di un rapporto concluso con la Ferrari a fine anno. Decisione assunta unilateralmente dalla Ferrari, senza una trattativa né una proposta di rinnovo. Dichiarazioni che non potevano restare isolate.

Mattia Binotto, nel venerdì di prove libere, ha approfondito la questione, spiegando perché la posizione Ferrari sia cambiata, dopo mesi nei quali – tra dicembre e fino alla presentazione della monoposto – la linea era di una priorità alla trattativa con Vettel per rinnovare il contratto oltre il 2020.

È mancata la verifica in pista

Mesi trascorsi a dire come le prime gare sarebbero state decisive per decidere il futuro di Seb, una competitività da esprimere in pista per strappare una conferma. Sono circolate anche illazioni legate all’aspetto economico, difficilmente giustificabile il valore dell’attuale contratto alla luce delle recenti annate corse da Vettel. Si è detto di tutto ciò come anche di “problemi” legati alla durata dell’accordo. In realtà, rumours senza un fondamento di discussione.

Binotto ha ricostruito a Spielberg la vicenda: “Certamente abbiamo sempre detto in inverno, a lui privatamente e pubblicamente, che sarebbe stato la nostra prima scelta, lo confermo.

È normale che durante l’inverno molti piloti ci chiedano se vi siano delle opportunità di guidare per la Ferrari, siamo stati certamente contattati. Questo non ha modificato la nostra posizione, Seb era la nostra prima scelta.

Cos’è accaduto da allora? Penso che la situazione del virus e la pandemia, hanno cambiato tutto il mondo – non solo il nostro motorsport, la nostra Formula 1 –.

Il budget cap è piuttosto cambiato, è molto più stringente, i regolamenti sono stati rinviati dal 2021 al 2022, che in qualche modo era qualcosa di importante per noi. Le macchine, che sono state congelate o quasi per il 2020 e il 2021. Quindi, diciamo che è cambiata l’intera situazione.

E come se non bastasse non è partita la stagione, non c’è stata l’opportunità anche per Seb di tornare in pista e dimostrare quanto fosse davvero motivato per guidare per la Ferrari, è stato in qualche modo una situazione sfortunata per lui”.

Seb sorpreso dalla decisione

Il team principal rivendica la scelta della squadra, il diritto e dovere di assumere una decisione, indirizzata verso il cambiamento: “Durante la fase di stop, come Ferrari dovevamo alla fine riconsiderare la nostra posizione. Abbiamo preso una decisione, è stata certamente una nostra scelta, è una nostra responsabilità, e l’abbiamo comunicata a lui.

Ho sentito che era sorpreso, ricordo come lo era; certamente lo capisco, è piuttosto normale essere sorpresi. Sebbene abbia accettato la nostra decisione, direi che anche oggi non è del tutto felice, dico che è qualcosa di normale e ovvio”.