Il messaggio antirazzista del movimento Black Lives Matter urlato nelle strade di tutto il Mondo, ha trovato anche nella Formula 1 un’enorme cassa di risonanza per diffondere il dissenso della protesta contro l’odio razziale.

Si è molto discusso su cosa avrebbe fatto o farà Lewis Hamilton, il primo a schierarsi e ad alzare la voce per spronare i gli altri piloti a prendere una posizione.

“Nel meeting tra noi piloti fatto sapere ai piloti che, ovviamente, il messaggio che ho lanciato sui miei social, chiedendo a tutti di non tacere, poteva essere male interpretato e solo ringraziato coloro che hanno detto qualcosa sui propri social media, perché hanno seguìto e possono incoraggiare anche altri a non tacere”.

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“Volevo solo rimarcare come, in questo scenario, il silenzio equivale a complicità. E di silenzio, in alcuni casi, c’è ancora”.

“Bisogna continuare a dialogare perché ci sono persone che ancora non hanno capito cosa sta succedendo e quali sono le ragioni della protesta. Continuerò a parlare per influenzare quanto più persone posso” ha detto il britannico.

La Formula 1 ha lanciato l’iniziativa #WeRaceAsOne, supportata dalla FIA: una campagna alla quale seguirà una serie di iniziative a sostegno delle diversità.

Tutti uniti, chi non si inginocchia non è da criticare

I piloti, nella cerimonia pre-gara, vestiranno una maglia con la scritta "End Racism", ma chi tra loro si inginocchierà per emulare il gesto resto famoso, dal 2016 del giocatore di football americano Colin Kaepernick?

Daniel Ricciardo ha affermato che alcuni potrebbero farlo, anche se altri hanno sollevato preoccupazioni su come l'atto di inginocchiarsi possa essere interpretato nei loro paesi.

"Ho sicuramente supportato il movimento Black Lives Matter. Ho letto molto e ho cercato di saperne di più. È qualcosa che ha sicuramente attirato il mio interesse e qualcosa che 100% voglio sostenere".

“La discussione con i piloti è stata essenzialmente questa: tutti noi lo sosteniamo al 100%, nessuno è “anti” tutti vogliamo porre fine al razzismo. Ovviamente il motivo per cui lo faremo è semplicemente quello di sostenere Black Lives Matter, non è niente di politico o altro. Ma c'è una linea sottile, penso, con alcuni piloti e le loro nazionalità e come viene percepita. Abbiamo ascoltato l'opinione di tutti e non proveremo a mettere a rischio qualcuno. Abbiamo tutti capito che faremo ciò con cui ci sentiamo a nostro agio". 

"Nessuno verrà giudicato o criticato se non sta lì in un certo modo o si mette in ginocchio. Ma penso che l'intenzione sia per noi di sostenerlo e probabilmente lo dimostreremo come un'unità. E poi se alcuni di noi scelgono di fare qualcosa in più, allora sarà così” ha detto Ricciardo

Con un post su facebook, Charles Leclerc ha fatto già sapere che, sebbene sia al 100% schierato a favore della causa, non si inginocchierà.

All 20 drivers stand united with their teams against racism and prejudice, at the same time embracing the principles of...

Pubblicato da Charles Leclerc su Domenica 5 luglio 2020