Red Bull contro Mercedes è l’unica contrapposizione possibile al vertice, dopo quanto visto in Austria. Sfida in punta teorica, vista la prestazione espressa dalle W11. Il circuito, però, è assolutamente specifico e potrebbero essere altri, meno ampi, i distacchi in Ungheria. Christian Horner ha individuato nella prestazione sui rettilinei l’attuale grande punto di vantaggio Mercedes sulla RB16. L’Hungaroring ha temi tecnici del tutto diversi, buoni per rendere il week end un po’ più contendibile.

Horner: Mercedes, progressi impressionanti sul dritto

Toto Wolff sembra credere alla minaccia Red Bull, sono convinto al 100% che saranno molto forti in Ungheria. È una pista sulla quale storicamente hanno espresso grandi prestazioni. Noi abbiamo compiuto anche dei miglioramenti lì negli ultimi anni, però è sempre un week end difficile”.

Lo sarà, ancora, per il gran caldo, su un circuito dalle ridotte possibilità di raffreddamento, tanto più con una gara che non sia corsa dalla testa.

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Abbiamo il nostro tallone d'Achille

Ecco, c’è un punto debole della Mercedes odierna? Oltre alle vibrazioni sul cambio, resta la gestione delle temperature un possibile fianco scoperto della W11: “Le alte temperature sono ancora un po’ il nostro tallone d’Achille e da quanto ho visto dalle nostre previsioni potrebbero esserci 30° C domenica. Dovremo prepararci bene, concentrarci su Budapest e speriamo di estrarre il massimo”.

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Al di là del fattore ambientale c’è un’area tecnica da perfezionare, relativa alla prestazione in curva. Horner ha equilibrato i rapporti Red Bull-Mercedes indicando tipologie di curve sulle quali Mercedes è più competitiva, altre dove Red Bull va meglio. Considerazioni che Toto Wolff approfondisce: Dove perdevamo rispetto a Red Bull in Austria erano le curve lente, soprattutto curva 3 e 4 sembrano essere i nostri punti vulnerabili. In tutte le altre aree, sui rettilinei e nelle curve veloci siamo più rapidi”.

Sviluppo e comprensione continua

Curve lente, da “grip meccanico”, non mancano a Budapest, come anche un ampio tratto di cambi di direzione a velocità medio-alte, nel T2, che con i presupposti anticipati da Wolff dovrebbe vedere favorita Mercedes. Senza dimenticare quella dimostrazione clamorosa di forza, tutta di Lewis Hamilton sì ma con il supporto della W11, data sul bagnato, esercizio di massima espressione della prestazione in tema di trazione e carico aerodinamico.

“Dobbiamo continuare a sviluppare, spingere e capire la macchina. Budapest è tutto un altro paio di maniche, richiede tanto carico aerodinamico, ha tante curve da bassa e media velocità, vedremo come andrà lì”.

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