Il Red Bull Ring non è Silverstone né Barcellona, eppure, leggere la portata del dominio Mercedes, su un circuito nel recente passato sempre causa di problemi per le Frecce d’Argento, dà la misura di quanto, la W11, abbia compiuto progressi.

Due gare in archivio e c’è già un quadro piuttosto delineato dei rapporti di forza, compresa la misura del potenziale Racing Point, buono per indispettire anche Christian Horner e non solo i paria della scuderia di Silverstone. “Penso che tutti sarebbero spaventati dalla Racing Point.

Perez era più veloce delle Mercedes a un certo punto della gara, considerato che Bottas era su gomme un solo giro più vecchie rispetto alla Racing Point, Perez girava 3-4 decimi più veloce”, analizza il team principal Red Bull. Perez pilota del giorno per come ha rimontato dal fondo dello schieramento. Racing Point team del giorno per quanto è accaduto dopo il GP di Stiria, la protesta avviata da Renault contro la RP20 e la violazione delle norme in materia di proprietà intellettuale.

Ungheria più equilibrata?

Il rischio che, in alcuni week end, Perez e Stroll possano anche infastidire una Red Bull non nella sua massima forma, come avvenuto con Albon lo scorso week end, è concreto. Certo, le caratteristiche del circuito di Spielberg non possono essere rappresentative, tanto è specifico e premiante in aree determinate della prestazione: motore, trazione, precisione dell’anteriore.

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Alle porte c’è un Hungaroring sul quale, in teoria, Red Bull può provare a insidiare la Mercedes, sulla base delle considerazioni fatte da Horner, di una RB16 ancora all’inseguimento sul terreno della velocità massima: “Spero saremo più competitivi in Ungheria, su una diversa tipologia di circuito. La velocità in rettilineo è impressionante, non c’è molta differenza nella velocità in curva, in alcune siamo migliori noi, in altre non lo siamo abbastanza, però di certo su questa pista la loro velocità in rettilineo è stata davvero incredibile, hanno compiuto un bel passo in avanti durante l’inverno”.

Wolff, Mercedes ha margine come lo ha Red Bull

Uno dei nei della W10, la prestazione in qualifica e il deficit di velocità sul dritto – tra apporto del motore e configurazione aero, perlomeno rispetto al benchmark Ferrari SF90 – sembrano essere un lontano ricordo. L’Hungaroring dirà se il progresso sarà avvenuto barattando altri punti forti.

Che non sia “tutto” nell’esibizione di domenica scorsa, il potenziale massimo della W11, l’ha evidenziato Toto Wolff dopo la gara: “Forse, possiamo aver visto tutto da Max all’inseguimento, però forse in una situazione di guida della corsa non abbiamo ancora visto il pieno potenziale della Red Bull e non abbiamo visto nemmeno il pieno potenziale della Mercedes”.

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