Una prima fila del venerdì che non conta nulla, se non per la sorpresa di trovarsi Verstappen e Ricciardo davanti a tutti. Le prove libere 2 portano tre piloti in 96 millesimi dopo la simulazione di giro veloce con gomma morbida e il terzo è, a sorpresa, Lewis Hamilton.

Un quadro composto da scelte d'assetto che, per Red Bull e Renault, come anche per Racing Point, privilegiano la prestazione nei tratti più veloci di Spa-Francorchamps. Mercedes lì con Hamilton, nettamente più rapida nel veloce guidato del secondo settore. Differenze sul dritto che in qualifica verranno azzerate dal Party Mode e, in gara, sono destinate a premiare le W11, per gestione gomma e ritmo complessivo.

Chi continua a latitare è la Ferrari. SF1000 molto difficile da guidare tra Les Combes e Stavelot, dove soffre l'assenza di grip e la necessità di ridurre le ali per non perdere troppo sul dritto. Leclerc è solo 15°, 1"7 di ritardo. Vettel è 17°, addirittura 1"9, protagonista di un errore a Stavelot. Serve lavorare per un altro equilibrio della monoposto, da presentare in pista nelle libere 3 di sabato. Al momento, il GP del Belgio si preannuncia difficilissimo. 

Davanti, dietro Verstappen-Ricciardo-Hamilton, è Albon a mettere in fila gli altri. Nell'ordine c'è Perez, a 0"393 dal vertice, poi Bottas a 0"418, poi Norris (0"424), Ocon, Sainz e Gasly. Così la top ten. Da rivedere Stroll, distante dal compagno di squadra. Buona prestazione per Giovinazzi, dopo le difficoltà al mattino, fermo per problemi tecnici: fa il 13° tempo e sta davanti a Raikkonen per 4 centesimi. Problematica la sessione Haas, costretta a cambiare due power unit sulle macchine di Grosjean e Magnussen, in azione solo nei 30 minuti conclusivi. 

La cronaca

Il pomeriggio parte al rallentatore, minacce di pioggia che mezz’ora prima delle libere 2 hanno fatto visita alla qualifica della Formula 2. Temperatura simile alle condizioni del mattino, con un asfalto a 24° C.

Dopo 10 minuti è Giovinazzi a rompere il silenzio, Antonio con chilometri da recuperare dopo i problemi che al mattino lo hanno fermato ai box. Gomma media e le due Alfa le prime macchine a girare. E si parte dall’1’49”716 di Giovi. Poi Renault, AlphaTauri e Bottas in azione.

Giri iniziali di Norris con richieste di verifica al team sulla power unit, perdite di potenza dal motore Renault che, sulla macchina di Ocon, porta la RS20 a 1’45”445 su gomma media. Ultimo tra i big a scendere in pista, dopo 24 minuti dal via della sessione, Verstappen.

Dopo quasi mezz’ora di attività, Bottas porta il limite a 1’44”658 (gomma media), davanti a Perez di 35 millesimi. Per Hamilton un lavoro differente, su gomma dura, che vale comunque un 1’45”140. Evoluzione dei tempi che registra un Verstappen 3 decimi più rapido di Bottas, 1’44”354: la differenza la segna nel terzo settore, 4 decimi sotto il primato di Bottas, mentre nel primo e secondo i parziali si equivalgono.

Chi brilla sul veloce del T1 è Stroll, con un provvisorio parziale record e 3 decimi rifilati a Bottas e Verstappen. Le Ferrari partono con gomme medie e tempi sull’1’46”0 di Leclerc e 1’46”3 di Vettel, spesso a La Source con bloccaggio dell’anteriore. Se il miglior parziale di Charles nel T1 vale il record della Racing Point, emergono tutte le difficoltà nel tratto centrale, con tante correzioni di volante a Rivage.

Davanti, pur con una mescola di differenza, Hamilton su gomma dura gira in 1’44”652, 0”298 da Verstappen su media. Cinque i piloti in 3 decimi, poi il gap con Albon a 7 decimi, aspettando i run veloci su mescola morbida.

Tempi che arrivano, inaugurati dai giri di Bottas, Hamilton e Albon. Il tentativo di Bottas non è da primato nel T1, né quello di Hamilton, comunque più rapido di 2 decimi rispetto al compagno di squadra, a staccare ai 325 km/h in fondo al Kemmel. Un confronto che porta Bottas a perdere 3 decimi nel T2, per tempi sui parziali di Albon. Giro chiuso da Hamilton in 1’43”840, poi Albon a 0”294 e Bottas a 0”322.

Competitività inattesa nel primo settore per la Renault di Ocon, record con 30”391, costretto però a sacrificare il T2 in 45”0. Chiude a ridosso di Bottas, 0”368 per il francese di Renault, mentre terzo arriva un Perez a 0”297 da Hamilton.

Notte fonda per la Ferrari, Vettel non va oltre un 1’45”683, con un errore nel settore centrale, prima a Malmedy poi in uscita prima di Stavelot. SF1000 critica nella stabilità sul veloce. E non va meglio con Leclerc, solo 1’45”440, si confermano 3 decimi di gap tra i due.

Le sorprese arrivano davanti, dove Verstappen centra un gran giro da 1’43”744, ben 2 decimi più rapido di Hamilton nel primo settore, mezzo secondo perso nel T2 e 3 decimi dati a Lewis nel T3. Anche per Max una strategia di scaricare la macchina per trovare prestazione nel tratti veloci, a discapito del T2. Tutto da verificare sul passo gara quanto paghi, in termini di gestione gomme e durata. Sorprendente anche l’1’43”792 di Ricciardo, secondo a 0”048: macchina scarica sul veloce e incassa il piazzamento.

Chi non ha sfruttato al meglio il giro veloce sulla mescola morbida è Stroll, solo 11° a 9 decimi da Verstappen.

Via radio, Vettel spiega a Riccardo Adami come uno dei problemi a Les Combes sia nel non riuscire a portare velocità in ingresso curva. A seguire segnala vibrazioni alle gomme. A mezz’ora dalla conclusione delle libere 2, Haas riesce a mandare in pista Magnussen. Lavoro titanico per i meccanici, chiamati a sostituire su entrambe le monoposto la power unit, con tutte le limitazioni dettate dal doverlo fare a personale ridotto come da protocollo Covid. Pochi minuti dopo anche Grosjean prende la via della pista.

Il passo gara

Archiviata la verifica su giro veloce e gomma morbida, sul long run si parte con un 1’50”0 di Albon su gomma morbida, Bottas prova lo stint con gomma media, mentre Verstappen e Hamilton su morbida, come Perez che stampa un giro di inizio simulazione in 1’49”061, tutto da verificare nel rendimento sullo stint. Buono anche l’attacco di Ricciardo in 1’49”459 e 49”0 di Ocon.

Tempi che Bottas fa con gomma media, 1’49”1, contro un Albon su soft che conferma il passo da 1’50” alto; regolare e veloce Ricciardo, 1’49”461: soddisfazione per Daniel interrotta dalla richiesta dal box di fermare la macchina. Bandiera gialla e RS20 parcheggiata sul dritto del Kemmel con problemi tecnici.

L’evoluzione del long run continua con Verstappen da 1’49”115, Hamilton 1’49”114 a parità di mescola, Perez 1’50”0 anche lui su soft, Norris 1’49”6. Considerata la differenza di mescola, il 49”386 di Bottas su media si conferma un gran andare.

Breve fase di VSC per mettere in sicurezza la Renault di Ricciardo e seconda parte di simulazione gara. Hamilton passa su gomma dura, Perez su media, Norris su dura, Ocon e Sainz su media. Resta su gomma morbida Verstappen, mentre iniziano il long run le Ferrari, Leclerc con Pirelli media, Vettel morbida.
Con gomme vecchie di 8 giri, Vestappen è stabile sull’1’49”0, mentre Bottas scende a 1’48”574 su medie vecchie di 14 passaggi. Vola Hamilton, attacco su gomma dura in 1’48”773. Considerate le differenze tra mescole, Mercedes resta favorita d'obbligo, con una lotta alle spalle che conta Verstappen, un Perez regolarmente sull’1’49” basso e gomma media, Mclaren e Renault da 1’49” alto sulla stessa mescola.

Il primo giro lanciato di Vettel nel long run è da 1’51”052. Poi, stop alla sessione, bandiera rossa esposta a 12 minuti dal termine per detriti da rimuovere fuori da curva 1.

Dieci minuti conclusivi con Red Bull su gomma media al pari delle Racing Point e Leclerc, Hamilton su dura, Bottas soft come Vettel. Tempi di Seb che iniziano da 1'50"0 contro il 48"587 di Bottas, però già con un run pregresso attivo. Verstappen scende sotto l'1'49", 1 decimo meglio di Perez, mentre Hamilton è regolarmente sull'1'50" medio con gomma dura. In tanti, tra i protagonisti di metà gruppo, trovano un 1'49" medio di passo: Ocon, Sainz, Gasly. 

Indicazioni da verificare domenica, al netto di condizioni meteo che dovrebbero essere diverse, con rischio pioggia e scelte d'assetto - più cariche - che potrebbero diventare ancor più premianti. 

Tutti i tempi delle Fp2: