“Provano a fermarmi”, ne è convinto Lewis. Dall’altra, Michael Masi con il regolamento sportivo in mano, disponibile a spiegare perché, a Sochi, la direzione gara ha deciso per la penalizzazione. Del GP di Russia resta soprattutto questo, un Hamilton con la sensazione d’essere bersagliato per rendere più interessante la corsa al vertice.

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Sensazioni a caldo, del dopo gara, sulle quali Ross Brawn suggerisce altra prospettiva, piuttosto che il sospetto di una direzione gara a prenderlo di mira.Lewis ha avuto un po’ di cattiva sorte nelle ultime gare, con le penalizzazioni a Monza e, ora, a Sochi. Personalmente ripartirei leccandomi le ferite e pensando a come posso evitare che tali episodi si ripetano ancora in futuro.

Gli errori capitano

È quello che so farà il team, conosco tante persone dai tempi in cui ero con la squadra: riconosceranno di aver commesso alcuni errori. Sfortuna ed errori capitano, è come reagisci che conta. È facile pensare che il mondo sia contro di te, però c’è quasi sempre qualcosa che avresti potuto fare diversamente e dalla quale puoi imparare”, commenta il direttore generale motorsport della F1. Reazione che Hamilton ha, polemicamente, rappresentato: adottare una condotta immacolata per non dare adito ai commissari di ulteriori interventi futuri.

Un errore nella posizione in cui Lewis ha provato la partenza in uscita dai box, nei giri di schieramento in griglia, al quale ha contribuito Mercedes, nel dare l’ok al pilota a una manovra che la direzione gara ha valutato irregolare: perché in uscita dalla pitlane devi procedere a velocità costante e non puoi fermarti a provare la partenza se non dove indicato nelle “note” che introducono al week end di gara, dopo il semaforo e sul lato destro in uscita dalla pitlane.

Vie di fuga, la storia infinita

Geografia della pista che ha interessato anche curva 2, stavolta per l’annosa questione delle vie di fuga in asfalto, dei limiti di pista da rispettare e, più in generale, un disegno che potrebbe essere migliore e mitigare quanto accaduto domenica scorsa, tra incidenti e penalizzazioni eccessive (i 5” comminati a Daniel Ricciardo).

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“Ci sono state alcune parti controverse del circuito, so che la FIA è molto oggettiva e costruttiva nel modo in cui guarda queste cose. Sono certo osserveranno gli incidenti in curva 2 per vedere se c’è una soluzione migliore. È una continua lotta quella per fermare i piloti dall’abusare dei limiti della pista. Non ne abusi se finisci nella ghiaia, lo fai se è in asfalto. Ma se hai ghiaia dappertutto viene portata in pista e perdi macchine se finiscono fuori, non è quello che vogliamo fare”, spiega Brawn.

GP Russia, piloti critici: curva 2 è disegnata male

Nella maggior parte dei casi, l’asfalto è la soluzione migliore ma dobbiamo avere limiti di pista che ci garantiscano che i piloti non abusino delle vie di fuga asfaltate. Se affronti una curva sapendo che la cosa peggiore che ti puoi capitare è finire nell’asfalto e poi rientrare, ti impegnerai di più in quella curva. Sono certo che la FIA e il direttore di corsa Michael Masi guarderanno a curva 2 per capire se c’è una soluzione migliore”.