Shwartzman, Ilott, Schumacher, nell’ordine. Così è corsa via la giornata di test a Fiorano, organizzata dalla Ferrari Driver Academy per preparare i tre al debutto al volante di una Formula 1 2020 in un week end di gara.

Un’attività iniziata alle 9:00, con Robert Shwartzmann all’esordio assoluto su una monoposto da GP. Ad attenderlo, la Ferrari SF71H, lasciata poi alle 12:00 nelle mani di Callum Ilott, già con un’esperienza di test nel 2019, al volante dell’Alfa Romeo. A chiudere il programma, in pista dalle 15:00, Mick Schumacher.

Giri utili in vista del Nurburgring

Per Schumacher e Ilott ci saranno le libere 1 al Nurburgring già la settimana prossima, rispettivamente con Alfa Romeo e Haas. Piloti della FDA seguiti dal responsabile tecnico dell’Academy, Marco Matassa: “Sono molto soddisfatto di questa giornata. Ringrazio il team di gara della Scuderia Ferrari che ci ha assistito, perché in una stagione di campionato così intensa non si è tirato indietro di fronte a uno sforzo banale come cambiare per due volte in un giorno la configurazione della vettura e assistere tre piloti giovani nell’approccio a una vettura complessa come una monoposto di Formula 1 ibrida”.

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Quello di Fiorano diventa una sorta di riscaldamento prima di scendere in campo, mentre Shwarzman dovrà attendere le libere 1 ad Abu Dhabi per guidare in un week end di gara. “Per quanto riguarda il piano tecnico sono contento di come Mick, Callum e Robert si siano adattati rapidamente alla SF71H. Per due di loro non si trattava della prima volta su una Formula 1, ma non era comunque facile passare dallo stile di guida necessario a pilotare un’auto di Formula 2 a quello più adatto a una Formula 1, dotata di più potenza, di un impianto frenante incredibilmente più avanzato e di un power steering sul volante che premia sensibilità e precisione di guida.

Invece sono stati rapidi e hanno iniziato subito a girare con un ottimo passo. Sono convinto che i giri effettuati oggi saranno molto utili a Mick e Callum in previsione del loro esordio in Formula 1 al venerdì del Nürburgring.

Dal punto di vista umano, di questo test mi porto nel cuore i tre ragazzi con la tuta rossa davanti alla loro Ferrari, in posa per la foto di gruppo, e l’emozione di Robert che ha debuttato oggi al volante di una vettura di Formula 1, un momento che per ogni pilota rimane indimenticabile”, racconta Marco Matassa.

Mick, tutto un altro mondo il turbo ibrido

Dal feeling ritrovato con una F1 ibrida e le differenze rispetto alla monoposto del 2004, recentemente portata in pista al Mugello, Mick Schumacher ha spiegato: “Qualche settimana fa al Mugello ho avuto la chance di guidare una F2004, una vettura straordinaria ma ormai non più recente. Mettermi al volante di una monoposto ibrida del 2018 mi ha permesso di apprezzare quanto sia rilevante l’apporto della parte elettrica della power unit e quanto sia progredita dal punto di vista aerodinamico la Formula 1.

Oltre l’essere ibrida, un’altra differenza è il peso. È un approccio differente, anche la velocità di punta, alla quale non arriveresti con la macchina 2004. In generale, l’intero meccanismo in macchina, il display, il volante, come agisci e quel che puoi fare in macchine è tutto molto diverso nelle possibilità che hai. Sicuramente entrambe hanno il loro fascino, i loro trucchi, entrambe sono molto divertenti e interessanti da guidare.

Ringrazio la Ferrari e la FDA per avermi dato l’opportunità di rimettermi al volante di una vettura di Formula 1 ibrida a pochi giorni dal mio esordio in un weekend di Gran Premio al Nürburgring. È stato molto utile riprendere confidenza con le procedure, discretamente complesse, e anche con l’operatività di una squadra della massima categoria.

Non vedo l’ora di calarmi in abitacolo in Germania, sarà bello poter fare il mio debutto ufficiale nella massima categoria davanti ai miei tifosi. Nel team troverò anche qualche meccanico che ha lavorato con mio padre e questo renderà quella giornata ancora più speciale”.

Shwartzman, potenza e frenata sorprendono

Da Schumacher a Robert Shwartzman, per quello che è un duplice salto nel giro di 12 mesi: dalla Formula 3 alla Formula 2 al volante di una F1: “La potenza è l’elemento che colpisce di più: quando si accelera i cavalli sembrano non finire mai. Allo stesso modo fa effetto la frenata: la vettura si ferma anche quando sembra troppo tardi per affrontare la curva. Oltre che guidare la macchina è stato speciale anche lavorare con la squadra. Il gruppo è davvero numeroso e si presta attenzione ad ogni più piccolo dettaglio. Si opera veramente a un livello molto alto. Un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata memorabile".

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Sensazioni non del tutto nuove, invece, a Callum Ilot: “Quella di oggi è una giornata difficile da dimenticare. Avevo già avuto modo di guidare una vettura di Formula 1 lo scorso anno, ma oggi ho potuto riprendere confidenza con la monoposto quando mancano meno di dieci giorni al mio esordio in un weekend di Gran Premio. È stato molto utile e ringrazio la Ferrari e la FDA per avermi offerto questa opportunità.

Della SF71H mi hanno colpito l’efficienza aerodinamica, che permette di avere un grip sconosciuto alle altre categorie, la potenza estrema del motore e la prontezza nella frenata".

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