Ad accomunarli c’è un obiettivo mancato, la vittoria del campionato con la Ferrari. Diverse, a ben vedere, sono state le condizioni in cui Fernando Alonso e Sebastian Vettel si sono ritrovati. È storia che, ad andarci più vicino, sia stato lo spagnolo, arrivato a contendere il mondiale all’ultima gara, una possibilità che Vettel non ha mai costruito.

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A entrambi è mancata una monoposto che fosse dominante, lo era la Red Bull di Vettel quando Fernando diceva di lottare contro Newey; lo è stata e lo è Mercedes, in un 2018 che può considerarsi come il tentativo con le premesse e parte dello svolgimento migliori per provare a vincere il mondiale: metà stagione, prima che dopo Silverstone cambiasse tutto.

Questione di fortuna e tecnica

Fernando commenta l’esperienza di Vettel a Maranello e la mette a confronto con il periodo che tra il 2010 e il 2014 ha vissuto lui con la Rossa: “Tutti siamo arrivati alla Ferrari con grandi aspettative. È il team più leggendario di tutta la Formula 1 ed è speciale guidare per la Ferrari. Anche se non ho vinto il titolo è stata un’esperienza molto positiva per me. Credo che Sebastian avrà anche bei ricordi della Ferrari, anche se non è diventato campione del mondo. A entrambi credo ci sia mancata la macchina giusta e le capacità tecniche al momento giusto”, commenta alla Bild.

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Quando firmi per la Ferrari immagini che potrai vincere il titolo. Dopo quattro mondiali, probabilmente Vettel deve aver ritenuto di poterne vincere un altro con la Ferrari. A volte però non hai la fortuna nel momento giusto e le opportunità sfuggono. Per questo nella mia carriera ho provato a non concentrarmi solo sulla Formula 1 e, ad esempio, ho corso la 24 Ore di Le Mans e provato a vincere tutto quello che si poteva”.

Schumacher un passo davanti a Hamilton

In griglia lo rivedremo nel 2021 con Alpine, la speranza di essere ancora protagonista nelle posizioni che valgono il podio dal 2022. Tornare in pista e sfidare un Lewis Hamilton che sta riscrivendo i libri di storia della Formula 1, aggiornando primati scritti da un Michael Schumacher contro il quale Nando ha incrociato le traiettorie.

L’esercizio come sempre lascia il tempo che trova, dire chi sia stato il migliore. Su chi sia stato più difficile battere, Alonso dice: “Difficile dirlo. Si tratta di ere differenti e macchine con livelli di prestazione diversi. Ricordo però Michael come un pilota difficile da battere, uno dal talento più grande. Aveva quel poco in più.

Lewis è molto bravo ed è il migliore della sua generazione, però non ha vinto il mondiale con McLaren quando era compagno di Jenson. Alla Mercedes anche Nico Rosberg ha vinto il mondiale. Michael non ha mai avuto queste cose, ha vinto sempre. Per me, Michael è un passo avanti”.

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