Dei mille modi in cui il dramma può manifestarsi in Formula 1, il fuoco da tempo sembrava potesse relegarsi a un’epoca storica lontana. Ce ne saranno sempre, per la natura delle corse, 999 di modi ai quali il perfezionamento tecnologico ha posto rimedio sulla scorta dell’esperienza, di botti che hanno insegnato qualcosa. E, purtroppo, sempre uno, di quei mille, impossibile da prevedere.

Sterzi a parte:Quando Halo fa rima con culo

Ross Brawn, dopo i fatti del Bahrain, l'incidente di Grosjean e il sospiro di tutti per un pilota per fortuna sano e salvo, dice dell’Halo, salvifico perché è un istante immaginare – prima ancora del fuoco – cosa sarebbe potuto essere senza. La Haas trafigge il guard-rail a tre lame (anacronistico, servirà studiare altro, rivedere altezze - i musetti fanno da cuneo - ed evolvere le barriere semirigide) ma Romain resta vigile con la testa protetta dal dispositivo voluto dalla FIA. “Ricordiamo le controversie sull’Halo quando venne introdotto e devo riconoscere i meriti di Jean Todt perché ha insistito affinché venisse introdotto.

Oggi avremmo potuto assistere a una situazione diversa se non avessimo avuto l’Halo. Sono certo condurremo una approfondita investigazione per imparare da quest’incidente, perché vedere la barriera dividersi in quel modo non è ciò che vogliamo”, scandisce Brawn.

Lo shock del fuoco

La FIA procederà con le analisi di tutti i dati per capire come, su quali elementi, intervenire e aggiungere un nuovo pezzo di sicurezza. Dalla tragedia di Hubert a Spa si è arrivati a prevedere migliorìe ulteriori alla cellula di sopravvivenza, ad esempio – posto che da certe decelerazioni estreme è impensabile poter mettere in sicurezza il pilota –.

Dall’incidente di Grosjean si dovrà esaminare come evolvere ulteriormente le barriere. A Sakhir, in un tratto rettilineo, la “sfortuna” si è manifestata nell’angolo peggiore possibile per la dinamica dell’incidente con un'elevatissima energia da dissipare.

Lo shock è stato enorme, perché il fuoco è qualcosa che non vedevo in Formula 1 da molto tempo. Immediatamente ho pensato cosa potesse averlo causato, essendo il serbatoio del carburante così ben protetto. Ci sono ovviamente l’olio in macchina e altri fluidi, è stato strano quando ho visto il fuoco e finché non ho visto la gravità dell’incidente non riuscivo a capire perché la benzina fosse fuoriuscita”, spiega Brawn.

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Con le fiamme scatta un conto alla rovescia per la vita, 28 secondi per tornare, poterla raccontare, ritrovarsi vigili e in grado di estrarsi dalla cellula di sopravvivenza, con i centimetri fortunatamente giusti per uscire lateralmente dall’Halo. Resta da pensare se quel rail avesse preso altre pieghe, forme, ostacoli all’uscita dal pilota. Per fortuna raccontiamo altro.

“Dopo lo shock iniziale della vista del fuoco, quando vedi la gravità dell’incidente i primi pensieri sono rivolti al pilota, ti preoccupi immediatamente della sua salute. Vedere Romain uscire dalla macchina è stato un enorme sollievo”, prosegue Brawn.

Immagini secondo procedura

C’è stato un punto, poi, di polemica nata dalle parole di Ricciardo, sul modo in cui le immagini dell’incidente sono state trasmesse con ripetuti replay. Sul tema, dopo aver sottolineato la Formula 1 come tutte le procedure siano state seguite attentamente, Brawn aggiunge: “I nostri produttori non hanno trasmesso le riprese finché non sono stati a conoscenza del fatto che Romain era al sicuro, come da protocollo.

FIA al lavoro sugli interrogativi post-incidente

Credo che chiunque sia orgoglioso delle misure di sicurezza che nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate. L’Halo ha svolto una parte enorme (ricordiamo come in pochi chilogrammi di titanio sia una struttura – progettata per un’integrazione perfetta con la cellula di sopravvivenza – in grado di resistere a una pressione statica pari a 3 autobus a due piani; ndr).

La FIA, lavorando con il team, deve capire le dinamiche di quanto accaduto nell’incidente per vedere se siano possibili dei miglioramenti. È stato un impatto molto grave e ci sono dei limiti a ciò che sei in grado di controllare o contenere. Penetrare la barriera in quel modo va capito come va capito perché si sia scatenato il fuoco e perché la macchina si sia spezzata in due.

Sono queste le cose sulle quali la FIA adesso si prenderà il tempo per analizzare e capire cosa può essere fatto meglio. Tanto di cappello a tutti quanti sono stati coinvolti, perché il pilota è uscito sulle proprie gambe da un incidente enorme e la FIA ha fatto un lavoro super nel rimettere tutto in sesto così da poter correre la gara nel modo più sicuro possibile”, conclude l’analisi Ross Brawn.