Di chiudere sesto, settimo od ottavo a Carlos Sainz interessa il giusto. Gli brucia molto di più non poter provare la Ferrari SF1000 nei test di Abu Dhabi successivi al gran premio, opportunità che invece potrà essere colta con la Renault da parte del suo amico Fernando Alonso, semplicemente perché Nando non era attivo in questa stagione. Così si è espressa la Fia.

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Il confronto con Charles conterà solo l'anno prossimo

Nella conferenza stampa del GP di Abu Dhabi, Sainz ha spiegato che la quarta piazza tra i piloti sarebbe stata possibile, ma che adesso non gli fa né caldo né freddo la posizione in graduatoria: al momento è 7° con 97 punti, 1 in meno di Leclerc e 4 in più di Albon: "Voglio sempre essere più avanti possibile, che sia Leclerc o chiunque altro. Ora non conta essere davanti a Charles solo perché il prossimo anno saremo compagni, quest'anno non avevamo la stessa macchina".

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Il piazzamento finale conta poco

Sainz ha spiegato la differenza con lo scorso anno, quando la sesta posizione rappresentava un traguardo più importante, perché il primo di tutti gli altri (davanti persino a Gasly ed Albon, che per metà anno ciascuno guidarono la Red Bull): "L'anno scorso battagliavo per essere il migliore degli altri, quest'anno non ho l'opportunità di ripetermi e di lottare per il 4° posto. Se fossi in lotta sarebbe importante, ma per alcune gare andate male non farò parte di quella lotta. Nelle ultime gare sono stato uno dei piloti ad aver raccolto più punti, questo dimostra che avremmo potuto lottare per quella posizione. Ma se non possiamo essere quarti, essere sesti o settimi non fa differenza".

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La Fia doveva essere più comprensiva


La testa dello spagnolo vola già ai test che non potrà disputare: "Non sono contento della decisione della Fia, perché non mi sembra affatto equa. Volevo partecipare a quel test, soprattutto perché ci sarà a malapena un giorno e mezzo di prove pre-campionato per pilota. Sarebbero potuti essere un po' più elastici verso i piloti che cambieranno team, anche per questioni di sicurezza. Se qualcosa si rompe sulla macchina in quel giorno e mezzo di test posso arrivare alla prima gara senza aver provato neanche il sedile. Vedo incoerenza nell'applicazione del regolamento, avrebbero dovuto concedere l'opportunità a tutti".

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Sulla Ferrari

Il classe 1994 di Madrid ha poi chiuso parlando di Ferrari: "Non credo che la Ferrari divori i piloti. Sebastian Vettel è stato lì sei stagioni, anche Fernando c'è stato a lungo, sono cicli. Io invece non sono stato più di due anni in nessuna squadra, se la Ferrari divora i piloti, allora che dire di Renault, Toro Rosso e tutte le altre? Voglio aprire un ciclo in Ferrari".

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