E5 o E10, poco cambia nella reale economia del segnale “verde” che la Formula 1 concretamente può ulteriormente introdurre sulle power unit. Si parla di e-fuel, benzine sostenibili di seconda generazione, il cui incremento nella composizione del carburante utilizzato finora è destinato a slittare rispetto ai piani orientati sul 2022, che vorrebbero l’incremento da poco più del 5% (E5) al 10% (E10).

Si andrà verso un 2025 con benzine 100% bio, parte di un programma che la FIA ha introdotto fornendo ai motoristi i primi barili, destinati a essere utilizzati per test e verificarne gli standard e il rendimento prestazionale rispetto alla composizione chimica attualmente in uso.

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Convinto che il tema sia di futura, stretta, attualità e in grado di riportare la Formula 1 a un legame con le auto di serie, quale banco di sviluppo tecnologico, è Sebastian Vettel. Dalla prospettiva dei team, nelle parole di Toto Wolff e Christian Horner è chiaro quello che sarà lo scenario futuro, ovvero, il superamento dell’introduzione di una maggior quota di e-fuel (10%) nella composizione delle benzine 2022, peraltro necessario andare oltre in ragione del congelamento dello sviluppo di cui si discute.

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Preferirei non passare dalla benzina E10, richiederebbe uno sviluppo per il 2022 e noi preferiremmo introdurre un combustibile sostenibile con un nuovo motore piuttosto che incrementare di un altro 5% l’attuale combustibile. Non sono convinto rappresenti un grandissimo messaggio, dove invece lo sarà nel 2026 – che può diventare il 2025 – se arriverà una benzina completamente sostenibile. Ci saranno delle conseguenze nell’introdurre quel combustibile e, ovviamente, porterà dei costi”, spiega Horner nelle parole riportate da motorsport.com.

Per un Wolff allineato nel considerare irrilevante il marginale incremento della componente di biocombustibile nell’attuale composizione del carburante impiegato in Formula 1, sebbene indichi la posizione Mercedes come “neutrale” sul tema, anche Ola Kallenius, a.d. Mercedes, ha toccato il punto dello sviluppo delle future power unit di Formula 1.

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I costi, ovviamente, restano il fattore centrale: “A mio avviso non c’è dubbio che la tendenza debba guardare verso una maggiore elettrificazione, dovrà aumentare la parte del motore che trae energia da fonti rinnovabili. Pensiamo anche che ridurrà le emissioni carboniose e che anche le benzine sintetiche possano giocare un ruolo in futuro”, spiega a racefans.net.

Poi, la puntualizzazione, su come gli interventi in ottica 2025 dovranno essere misurati e con un occhio attento al contenimento dei costi: “C’è una cosa sulla quale si deve fare attenzione nello sviluppo del motore e della F1: non cambi per il gusto di cambiare, poiché finisci semplicemente con lo spendere tanti soldi. Noi vogliamo avere uno sport che sia anche sostenibile finanziariamente e significa dover pesare tutte le opzioni, che siano verso una maggiore elettrificazione, maggiore riduzione delle emissioni carboniose, senza però cambiare ogni singolo bullone, che diverrebbe solo uno spreco di soldi.

Dovremo trovare un equilibrio tra i costruttori”.

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