C'è un calendario da mettere ancora a punto, un bersaglio mobile che la Formula 1 deve provare a centrare ancora, in un 2021 tra mille contrattempi legati alla pandemia. Singapore è fuori dal calendario, forti dubbi permangono sul GP del Giappone, così: che fare?

Ricordando come in Turchia si siano resi disponibili a ospitare un GP nel finale di campionato, dopo essere stati costretti a rinunciare al ruolo di sostituto del GP del Canada per le limitazioni ai viaggi previsti nel Regno Unito, altre opzioni emergono all'orizzonte.

Austin-bis un'alternativa praticabile?

Il GP degli USA, in programma il 24 ottobre, potrebbe essere un'alternativa per recuperare il GP di Singapore, con un doppio appuntamento a Austin. La trasferta americana autunnale vede il GP del Messico confermato, con il promoter a ribadire il via libera all'organizzazione della gara. Molto più incerta si prospetta, invece, la sorte del GP del Brasile.

In questo scenario, l'a.d. della società che gestisce il Circuit of The Americas e organizza l'evento, Bobby Epstein, ha ammesso che la possibilità di una doppia gara a Austin esiste: "Fintanto che mettiamo la parola possibile, noi siamo pronti. Una seconda gara a Austin è possibile, ho letto di questa cosa e ho pensato: beh, vero. 

Se diciamo però che una seconda gara a Austin è una cosa fatta, allora non è vero.

È facile però cambiare la cosa e, se dovessero decidere che vogliono farlo, che ne hanno bisogno e che rappresenta la migliore scelta per lo sport, allora possono prendere questa decisione e noi ci saremo". Palla in mano alla Formula 1, per definire come proseguire sul calendario a  23 Gran Premi. 

C'è voglia di F1 negli USA

In gioco entrano più aspetti logistici, la necessità di ottimizzare gli spostamenti Oltreoceano e programmare gli eventi successivi, per il finale di stagione. Tessere di un puzzle da incastrare con la massima convenienza finanziaria al di là del semplice dato numerico dei GP in calendario.

Leggi anche - A rischio i GP autunnali in Australia e Giappone

"L'essere un circuito permanente rende le cose semplici. La domanda poi diventa come si trasforma dall'essere una semplice gara a un evento", prosegue Epstein a ESPN. "Dovete dirmi cosa volete in quell'evento e posso dire allora quel che posso fare. Abbiamo migliaia di persone che lavorano in questi eventi, che lavorano sulle aree di ristoro, dirigono il traffico, puliscono, preparano tutto. Sappiamo come ci sia una domanda, grazie a una crescita grandissima in popolarità della Formula 1, ci sarebbe una domanda e potrebbe portarsi a termine la cosa".