Quanto "costa", davvero, a Red Bull introdurre novità tecniche sulla RB16B, per garantirsi la superiorità che ha espresso nelle ultime quattro gare rispetto a Mercedes? A Milton Keynes sono davvero così sprovveduti da focalizzarsi su un progetto 2021 sacrificando lo sviluppo della monoposto 2022? Impensabile. Piuttosto, la domanda  torna a essere: quanto "costa" davvero al team introdurre nuovi elementi? Andare a migliorare quella gestione gomma posteriore, limite fino a Barcellona?

Non dobbiamo dimenticare come la RB16B viva un affinamento continuo da 12 mesi, già nel 2020 - fino ad Abu Dhabi - il team ha perfezionato un progetto fino a portarlo in questa stagione, con la grandissima novità della power unit Honda progettata ex novo.

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Quali siano limiti, potenziale, aree di intervento, modi nei quali sbloccare sempre più prestazione, a Milton Keynes lo sanno benissimo e da molti mesi. Diventa un programmare le novità da portare su questa o quella pista, le più efficaci. È logico che il lavoro in parallelo sulla macchina 2022 stia andando avanti e non resti lì in un angolo mentre l'intera griglia ha spostato (da tempo) la priorità sul progetto della nuova era tecnica.

Dichiarazioni di facciata

La sconfitta netta nel GP di Stiria solleva un interrogativo sulle scelte Mercedes, sull'assenza di sviluppi in arrivo dichiarata da Toto Wolff, piuttosto andando a "ottimizzare" quanto la W12 offre. 

È una linea alla quale Christian Horner non crede affatto: "Mercedes i propri affari e noi siamo concentrati solo su noi stessi. Sappiamo come a Toto piaccia spostare i riflettori da un'altra parte, perciò non posso credere che affronteranno il resto di quest'anno senza introdurre un singolo pezzo in macchina.

Come ho detto, quel che possiamo fare noi è concentrarci sul nostro lavoro. È chiaro che si tratta di un'azione di bilanciamento tra questa stagione e la prossima, se questo vorrà dire dover lavorare un po' più duramente delle altre squadre, siamo completamente pronti", spiega Horner.

Progressi grandi e piccoli

Non si tratta di turni più o meno "da ufficio" nell'area tecnica. Tutte le squadre operano al massimo del tempo ammesso, con lo sviluppo chiaramente specificato dal regolamento tecnico in quelle che sono le ore, le sessioni e i volumi di dati sviluppabili durante le simulazioni. 

A dare una misura alle cose, all'impegno che le attuali monoposto richiedono nel loro sviluppo - in rapporto ai guadagni possibili - Horner, aggiunge: "Con queste macchine siamo al culmine, si tratta di ottenere miglioramenti marginali. Ed è chiaro che, guardando la nuova macchina 2022, come ogni volta in cui si passa un ciclo di sviluppo, si ottengono grandi progressi. 

È una questione di giusto bilanciamento tra i progressi marginali per quest'anno e i grandi passi avanti per il prossimo. Ma non è nulla di diverso da quanto non sia stato fatto in passato".

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