Scintille nelle qualifiche del GP d'Austria. In Q2 Sebastian Vettel e Fernando Alonso hanno evitato per un soffio l'incidente. Il pilota tedesco, che oggi compie 34 anni, ha inovlontariamente ostacolato lo spagnolo, rovinando all'Alpine il suo estremo tentativo per centrare il Q3 all'ultima curva, tra la 9 e la 10. Un episodio che ha attirato l'attenzione dei direttori di gara che hanno poi deciso di metter sotto investigazione l'Aston Martin e di farla retrocedere di 3 posizioni nella griglia di partenza di domani.

Non partirà dunque dall'ottava ma dalla undicesima posizione Vettel, al quale è stato tolto anche un punto nella superlicenza di guida. Da parte sua, Seb si è immediatamente scusato con Alonso per non essere stato in grado di spostarsi in tempo, essendo stato superato da diverse auto che poi hanno rallentato davanti a lui.

Decisione ufficializzata dalla nota Fia in cui si legge: "Alonso stava facendo il suo giro veloce poco prima della fine della Q2. Quando si è avvicinato alle ultime due curve (9 e 10), c'era ancora una coda di 3 auto che si preparavano per il loro ultimo giro di qualificazione. Vettel era l'ultima auto in questa fila e ha ostacolato Alonso e, di conseguenza, Alonso ha dovuto interrompere il suo ultimo giro di qualifica".

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Sainz e Bottas salvi

Vettel e Alonso però non sono stati gli unici ad alzare il piede in quella curva. Un copione simile è accaduto anche a Sainz e Bottas, che sono stati messi sotto investigazione per un "rallentamento senza motivo". Indagine per le monoposto Ferrari e Mercedes però poi caduta, come si legge nell'altra nota Fia: "Valtteri Bottas della Mercedes, che si è qualificato quinto, e Carlos Sainz della Ferrari, 11°, sono stati anche loro indagati per aver proceduto troppo lentamente nella stesso settore della pista (curva 9 e 10, ndr). Entrambi non sono stati penalizzati poiché un sacco di piloti erano in coda davanti a loro: per questo non possono essere ritenuti colpevoli".

Trattamento diverso quindi per capi d'imputazioni differenti. Un'ipotesi che Seb appena sceso dalla sua monoposto aveva già previsto, non con poco fastidio: "Se io sarò penalizzato, devono esserlo anche loro. Mi spiace per Fernando. Non poteva fare nulla. Però non è stata colpa mia: l’ho visto tardi perché stavo facendo la curva. Lui arrivava da dietro e la chiamata via radio è arrivata un po’ in ritardo. Onestamente, tutti saltano la coda per lanciarsi nell’ultimo tentativo in Q2. Eravamo in un punto della pista in cui è stato concordato di non rallentare. Io quindi non sapevo cosa fare. Ho rallentato prima e tutti quanti mi hanno superato“. 

Con la penalità inflitta a Vettel, il ferrarista ha anche guadagnato così una posizione in più in griglia: Sainz partirà da 10°.

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Furia Alonso: "Weekend rovinato"

Come abbiamo detto a farne le spese è stato Alonso, arrabbiatissimo via radio e anche dopo aver sfilato il casco: "Dal poter partire quinto o sesto in griglia, che erano le posizioni per cui lottavamo oggi, partirò 14esimo, che significa che il weekend è finito. In una sola curva passi dal fare 8-10 punti in gara, arrivando a ridosso della top-5, a finire fuori dai punti. 

È molto frustrante ma non credo che Seb potesse fare molto di più, perché all’interno della macchina possiamo solo contare sul nostro ingegnere. Credo che la responsabilità sia stata più della squadra che di Seb“.