"Sono molto contento del primo week end Sprint. Credevamo che avrebbe generato maggior coinvolgimento dei tifosi sui tre giorni e alla fine è stato così. Non vedo altro se non un miglioramento del week end di gara". Così Ross Brawn, che il format di Qualifica sprint lo difende a spada tratta.

Eppure, i limiti sono parsi evidentissimi e richiedono correttivi, perlomeno. Dalla sacralità del momento pole-position a una gara del sabato in cui l'azione vera si è misurata giusto per un paio di giri. Dopodiché, poco o nulla di realmente nuovo, diverso dall'ordinario trenino di monoposto, vivacizzato da una presenza "fuori posto" di Fernando Alonso, magistrale al via e in seguito riassorbito da macchine più veloci.  

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Il pregio dell'imperfezione?

Un dettaglio positivo c'è, sicuramente il minor tempo a disposizione per definire gli assetti ha reso le cose più difficili ai team e può essere un aspetto da portare avanti: "Il fatto che le squadre abbiano meno tempo per provare ha avuto un impatto significativo sul week end. Red Bull aveva una macchina con più ala ed era più lenta sul rettilineo, Mercedes ha scelto una configurazione a minor drag, che ha aperto l'opportunità a Lewis. Se ripetessero la partenza, uno o entrambi i piloti farebbero qualcosa in modo diverso. 

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Ripartiamo riflettendo sul format nelle prossime due settimane. Sono certo che ci sono valutazioni che possiamo raccogliere dai team e poi assimilare le loro indicazioni. È un grande primo passo verso questo esperimento, con altre due Sprint che seguiranno. Voglio sottolineare come non giudicheremo se farà parte o meno del campionato in futuro fintanto che non avremo corso tutte le tre Sprint su tre piste diverse", aggiunge Brawn.

Si può migliorare un format sul quale la F1 sembra orientata in modo deciso? Probabilmente imponendo una mescola in Qualifica sprint che porti su alcune piste maggior degrado e introduca una variabile sui 100 km della gara. Poca roba, comunque. Il "format" piace a F1 perché di certo aumenterà le presenze in pista, quindi è un fattore favorevole a promoter e organizzatore, che si ritrovano un venerdì certo di maggior valore con la qualifica del più veloce.

No a un mondiale deciso da incidenti

Insieme all'esperimento del week end con due gare, di fatto, l'altro tema inevitabilmente al centro del GP di Gran Bretagna è stato Hamilton contro Verstappen, l'incidente alla Copse. "Come sempre in questi casi, ci sarà una vasta gamma di opinioni, quel che è chiaro è che siamo stati privati di una battaglia entusiasmante e nessuno vuole che il campionato si decida con incidenti e penalità; in questo caso c'è stato un serio rischio anche per il pilota", commenta Brawn.

Negata una battaglia per l'intero GP

La prospettiva, anche qui, può essere un'altra. Mezzo giro esaltante, nel quale Verstappen e Hamilton hanno lottato sapendo che si sarebbe deciso moltissimo in quei 5 chilometri e poco più, prima di rientrare su altre logiche. Dalla guerriglia aperta alla necessità di gestire, giocare con la strategia. D'altronde, lo sviluppo della Qualifica sprint ha rappresentato al meglio quale sarebbe stato l'andamento del GP a posizioni consolidate. 

Ancora, sui rischi corsi alla Copse, Brawn: "È un punto sul quale i piloti devono riflettere, spero riusciremo a evitare questi incidenti in futuro, perché penso ci sia stata negata una fantastica battaglia. Hanno corso uno contro l'altro per metà giro ed è stato mozzafiato. Immaginate che Gran Premio spettacolare sarebbe stato se fosse proseguito per l'intera gara".