Che Valtteri Bottas sia in difficoltà non è certo un mistero sia per la Mercedes e sia per i tifosi della Formula 1. Dopo lo strike con Stroll al GP d'Ungheria è ncora più evidente quanto il finlandese sia confuso mentalmente e in pista. Tanti errori alla guida, risultati decisamente al di sotto delle aspettative e un confronto con Hamilton che non regge: il pilota di Nastola è a un passo dalla fine della sua avventura nel team di Brackley. Col contratto in scadenza a fine stagione, il futuro di Bottas è più che mai incerto e quasi sicuramente non basteranno gli ultimi 11 GP rimasti in questo Mondiale 2021 per dare il via al probabilissimo scambio di sedili con Russell.

Con una spada di Damocle puntata, il finlandese ha ammesso anche recentemente di non riuscire a gestire le pressioni e le attese. "Non essere in scadenza di contratto avrebbe certamente risparmiato un sacco di energie e mi avrebbe risparmiato pressioni inutili che disturbano", ha detto Bottas piccato su un mancato colloquio con Toto Wolff. 

E se da un lato il suo rapporto col team principal - che per esempio ha riservato un trattamento completamente diverso rispetto alla firma del rinnovo lampo con Hamilton fino al 2023 - non lo aiuta, dall'altro lato c'è chi come Mika Hakkinen lo difende. 

Valtteri e Lewis come Hakkinen e Senna

Da finlandese a finlandese, il due volte iridato con la McLaren nel 1998 e nel 1999, i tanti attacchi e le critiche non hanno lasciato indifferente nemmeno chi di GP in Formula 1 ne ha corsi più di 160 e che ha dovuto lottare con leggende come Senna, Mansell e tanti altri.

"È facile elogiare un campione del mondo, così come criticare il suo compagno: è un confronto facile che però non considera il quadro generale di cosa significhi essere l’altra metà di una squadra che vince il titolo. Bottas fa un grande lavoro che resta oscuro - ha detto Hakkinen - . E io so cosa vuol dire affrontare il miglior pilota di una generazione, nel mio caso, Ayrton Senna, così come aver lavorato con ottimi compagni di squadra come Johnny Herbert, Martin Brundle, Nigel Mansell e, naturalmente, David Coulthard.

Ho vinto due campionati del mondo, ed in parte è stato possibile perché Coulthard si è confermato un forte compagno di squadra. Quando la McLaren mi ha messo in macchina al fianco di Senna è stata un'opportunità fantastica, ma anche una sfida enorme e mi sono reso contro di cosa vuol dire l’esperienza.

In questi anni una parte importante del lavoro di Valtteri è stato quello di lavorare al fianco di Lewis, spingendo il più possibile ma mantenendo sempre la massima comunicazione con l’altra parte del box. Questo aspetto genera un clima positivo nella squadra, ed è importante soprattutto quando sei un top-team.

Da campione del mondo inevitabilmente costruisci la squadra intorno a te, lasciando al tuo compagno di squadra molto più lavoro da fare, poi ci sono altri aspetti, come abbiamo visto a Silverstone quando Valtteri in qualifica ha dato la scia a Lewis, o quando ti fermano prima in gara per valutare lo stato delle gomme, e non è facile. La Mercedes ha un approccio molto corretto e Valtteri sa che il suo compito è battere la concorrenza della squadra, in particolare ora che Red Bull e Honda hanno fatto un importante passo avanti.

Come compagno di squadra di Lewis, Valtteri si deve confrontare con il pilota più completo in assoluto presente da anni in Formula 1, oltre ad essere un pluricampione. Beh, non è semplice per nulla. È stato incredibile vedere quanto sia rimasto calmo, controllato e determinato, quanto abbia continuato a lavorare duramente, nonostante stesse incassando tante critiche feroci quanto facili".