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Quota 100

La prima era arrivata dall'altra parte dell'Oceano, quando da noi era già ora di cena mentre in Canada era un bel pomeriggio di giugno. Era la prima vittoria di Lewis Hamilton, ed allora scommettere che ne sarebbero arrivate tante altre era sin troppo facile; ma difficilmente qualcuno si sarebbe potuto immaginare che quell'inglese di 22 anni, oggi 36enne in gran forma, potesse essere in grado di riscrivere tutto il libro dei record divenendo il più vincente di tutti e, soprattutto, l'unico ad andare in tripla cifra. E' successo sotto la pioggia di Sochi, al termine di una gara vinta con molte più difficoltà del previsto, con qualche preoccupazione in più di quanto la vigilia potesse far pensare. Dopo sette anni il fortino Mercedes a Sochi pareva destinato a cadere, invece Lando Norris ha preferito fare di testa sua, consegnando di fatto un successo che per Lewis vale, oltre la consacrazione del traguardo statistico dei 100 GP vinti, la leadership del campionato. Con appena 2 punti di margine e ancora sette gare da disputare, la classifica ora conta il giusto: conta molto di più ritrovarsi tra le mani una Mercedes che ha saputo fare la differenza quando è stato il momento di montare la mescola più dura, in quella fase di gara (diciamo tra pit-stop ed arrivo della pioggia, indicativamente tra il giro 26 ed il giro 48) di una ventina di giri abbondanti in cui la W12, almeno nelle sue mani, è tornata a volare. In una corsa fatta di tanti piccoli momenti decisivi, Lewis al solito non ha perso la calma, ha fatto una gara intelligente all'inizio, una tutta di rincorsa dopo la sosta e poi, quando sembrava aver perso le speranze di passare una McLaren velocissima sul dritto, ha saputo ascoltare il suo box, anche se all'inizio aveva preferito farsi un giro in più in pista. Nonostante gli errori del sabato, sapeva di poter vincere: c'è riuscito, ed è stato importantissimo riuscirci.

Hamilton e la vittoria numero 100: "Pensavo di non farcela più"

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