GP Qatar: i top e flop di Losail

GP Qatar: i top e flop di Losail© Getty Images

I tre uomini sul podio si prendono tutti i complimenti del caso, con menzione speciale per Fernando Alonso che torna nella top 3 dopo oltre sette anni; deludono Ferrari e McLaren, giornata disastrosa per l'AlphaTauri

Matteo Novembrini

22 novembre

FLOP

 

Ferrari

Ferrari al di sotto delle aspettative? “Un po'”, secondo Charles Leclerc. “No”, secondo Mattia Binotto. All'esterno si può dare la forma che si vuole, ma la sostanza quella resta: a Losail Alpine ed Aston Martin sono state complessivamente più competitive, soprattutto i francesi, e questo non è un bene. Ma in un anno del genere è tutto relativo alle ambizioni ed ai veri obiettivi: per cui, se la McLaren prende l'ennesima batosta, ci sta non essere troppo demoralizzati. L'aver preso paga da due vetture che di solito la paga la prendono, ma restare comunque davanti al team color papaya (in termini di punti), evidenzia un fatto costante in questa annata: la SF21, Montecarlo a parte, non è mai stata una macchina capace di grandi exploit, differentemente dalla stessa McLaren velocissima a Monza e non solo a Monza, ma ha quasi sempre saputo adattarsi alle condizioni ed ai circuiti, per cui complessivamente alla distanza è riuscita ad emergere nella lotta del centro gruppo. La SF21, soprattutto nella seconda metà del campionato, è stata la vettura più versatile dopo Mercedes e Red Bull, e questo è comunque un dato positivo, perché miglioramenti ce ne sono stati: Binotto ha paragonato le preoccupazioni di Losail a quelle del Paul Ricard ed in effetti la Rossa della Francia, per fortuna, non si è più vista. Poi è vero che il Qatar è stato un mare di mediocrità, addolcito dalla foratura finale di Norris: senza quella, Lando sarebbe stato imprendibile per Sainz e Leclerc, dando uno sguardo completamente diverso alla trasferta ferrarista nel Golfo Persico. Per Maranello, dunque, ci sta la bocciatura da un punto di vista cronometrico nonostante il risultato finale non sia stato pessimo.

 

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McLaren

Nella peggiore delle ipotesi Lando Norris sarebbe arrivato 5°, se Perez lo avesse ripreso e passato, ma di certo sarebbe arrivato davanti alle due Ferrari. Con quel piazzamento l'inglese si sarebbe garantito, da solo, un bottino complessivamente migliore delle due SF21, ma la foratura lo ha tolto di mezzo dando il colpo probabilmente definitivo alle speranze di Woking in chiave 3° posto nel Costruttori. Ricciardo è tornato l'ombra di se stesso, con un solo piazzamento a punti (5° in America) nelle ultime cinque gare, un apporto insufficiente per lasciare nelle mani del solo Norris l'incombenza dello scontro con la Ferrari. Il trittico tra Messico, Brasile e Qatar per la McLaren è stato un bagno di sangue: appena 4 punti raccolti contro i 57 della Ferrari, un bilancio di -53 che ha fatto sprofondare la squadra diretta da Andreas Seidl 39,5 punti dietro al Cavallino. Il crollo prestazionale è stato verticale, come se in fabbrica ormai si fosse deciso di pensare al 100% al 2022, togliendo tempo alla preparazione del singolo evento anche al simulatore per concentrarsi sul nuovo modello che ormai ha forme e caratteristiche concrete. A questo calvario finale mancano appena due gare, poi anche a Woking si potrà definitivamente voltare pagina.

 

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AlphaTauri

Una brutta, bruttissima batosta. Inattesa e, per questo, ancora più dolorosa. Uno stop forse definitivo alle speranze di finire davanti alla Alpine nella classifica Costruttori, con quel 5° posto che rappresenterebbe il miglior risultato di sempre a Faenza. Purtroppo per la ex Minardi, il Qatar ha visto un parziale di 25-0 per i francesi, ora avanti appunto di 25 lunghezze, probabilmente troppe a due gare dalla fine. A caldo, Gasly e Tsunoda non si spiegavano la debacle giunta alla conclusione di un fine settimana fin lì andato benone, con due macchine in Q3 e Pierre addirittura in prima fila dopo le penalità di Bottas e Verstappen. Entrambe le AT02 hanno dovuto anticipare la sosta: Yuki aveva una visiera a strappo bloccata sull'ala posteriore che gli ha fatto perdere punti di carico aerodinamico, ed è servito un pit-stop anticipato per rimuoverla; per il francese invece la chiamata prima del previsto è stata dovuta ad un consumo anomalo dell'anteriore sinistra. Fermarsi troppo presto ha obbligato il team ad andare sulle due soste, ma nonostante questo il consumo delle gomme è stato piuttosto elevato e non c'era il passo per recuperare. Una giornata a dir poco frustrante ed una grande delusione da digerire.

 

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