GP Arabia Saudita, Isola (Pirelli): "Jeddah l'incognita più grande in calendario"

GP Arabia Saudita, Isola (Pirelli): "Jeddah l'incognita più grande in calendario"© Getty Images

La casa milanese ha scelto le tre mescole intermedie per affrontare il GP d'Arabia Saudita, su un tracciato sul quale non ci sono riferimenti ma solo le indicazioni delle simulazioni

Matteo Novembrini

30 novembre

Dopo la tappa di Losail arriva il secondo circuito inedito di fila nel mondiale di Formula 1, che sbarca per la prima volta a Jeddah, per il GP d'Arabia Saudita. Quest'ultimo sarà il 34° Paese nella storia ad ospitare una corsa del Circus e tutte le squadre si avviano a questo round senza alcun riferimento se non quelli raccolti nelle simulazioni, e con loro la Pirelli.

Il circuito di Jeddah secondo la Pirelli

La casa milanese ha scelto di portare a Jeddah le tre mescole intermedie delle cinque a disposizione, ovvero C2, C3 e C4, che rappresenteranno rispettivamente il compound Hard, Medium e Soft. Contrariamente a quanto di solito avviene per i circuiti cittadini, la Pirelli non ha voluto optare per le tre mescole più morbide in assoluto, preferendo un minimo di cautela date le molte incognite che circondano il tracciato cittadino arabo. Una scelta basata comunque sulle simulazioni, che hanno suggerito le tre mescole intermedie come quelle migliori per affrontare il fine settimana in Arabia Saudita. Un weekend in cui l'evoluzione del tracciato sarà costante, dal momento che l'asfalto sarà assolutamente molto "verde" nella prima sessione del venerdì, ma in questo senso la presenza della Formula 2 in pista darà una grossa mano per "gommare" il tracciato, con un'aderenza che la casa milanese stima di 3 su 5 secondo i suoi parametri. Il circuito secondo la Pirelli non mette le gomme di fronte ad una sfida eccessiva, né per quanto riguarda la trazione (valore di 2 su 5 secondo il fornitore) né per quanto riguarda la frenata (ancora 2 su 5) e gli sforzi laterali (3 su 5), mentre lo stress sui pneumatici viene valutato intermedio (3 su 5). Valori piuttosto bassi per abrasione e deportanza, entrambi del valore di 2 su 5.
La comprensione delle gomme, su una pista che secondo le simulazioni avrà una velocità media di oltre 250 chilometri orari (la seconda in assoluto dopo Monza), sarà fondamentale, ed i team dovranno essere bravi ad interpretare i dati: FP1 ed FP3, proprio come a Losail, verranno disputate appena prima del tramonto, mentre FP2, qualifiche e gara andranno in scena in notturna, con variazioni notevoli di temperatura. Altre particolarità del Jeddah Corniche Circuit sono la lunghezza (6174 metri, il più lungo dopo Spa) ed il numero di curve, ben 27, che rendono il circuito arabo quello con il numero di curve più elevato in calendario.

Parla Mario Isola

Questa l'analisi di Mario Isola, responsabile Pirelli per la F1: "Jeddah rappresenta forse l'incognita più grande di quest'anno visto che la pista è stata completata pochissimo tempo prima della gara. Di conseguenza possiamo contare solo sulle simulazioni fornite da F1 e dai team e su altre informazioni che siamo riusciti a raccogliere per stabilire la nomination delle mescole. Questo circuito cittadino sembra essere diverso da ogni altro visto finora. L'alta velocità e l'alternarsi di curve veloci giocheranno sicuramente un ruolo importante nel determinare il comportamento dei pneumatici. Jeddah ha più curve di qualsiasi altra pista in calendario e una di queste – la 13 – ha anche un banking di 12 gradi, quindi ci sono un bel po' di fattori che terranno i pneumatici costantemente impegnati".

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