Un circuito tecnicamente completo sul quale misurarsi al volante di una F1. Condizioni meteo notevolmente migliori di quelle incontrate un anno fa in Austria, quando girò sulla SF15-T. Antonio Fuco a Barcellona ha coperto 118 giri nella seconda giornata di test in Spagna, ottenendo il quinto tempo nel finale di sessione, 1'24"720 con gomma morbida. Non era la ricerca del crono l'obiettivo. 

«Abbiamo fatto un buon lavoro, tanti giri, molti chilometri, è stata una giornata molto positiva», esordisceFuoco, impegnato quest'anno nel campionato di GP3, iniziato proprio a Barcellona lo scorso week end. Quanto siano diverse, prestazionalmente, le due categorie, è intuibile; tra le difficoltà per un pilota, nel salto da un abitacolo all'altro, ci sono dettagli ulteriori: «La cosa più complicata di una F1 rispetto alla GP3 che guido in campionato è gestire le varie procedure, poi c’è il maggior carico che la rende più impegnativa, serve un po’ di allenamento».

Un programma di lavoro incentrato sulla raccolta dati con mappature aerodinamiche, prove di assetto e, nel finale, una simulazione di qualifica, nei quali Fuoco è riuscito a farsi un'idea delle differenze con la monoposto 2015: «Abbiamo lavorato sull’assetto, riprendendo un po’ il programma svolto da Sebastian per fare un comparativo. Abbiamo provato alcune novità, ma nulla di rilevante. Rispetto al test dell’anno scorso con la monoposto 2015 è difficile fare un paragone: quando girai in Austria le condizioni erano completamente differenti. Però la macchina di quest’anno mi sembra migliorata, funziona molto bene, abbiamo girato tanto e in generale fatto un buon lavoro con la squadra».

Non dimentica di ringraziare la Ferrari Driver Academy, e a Barcellona era presente il responsabile del progetto, Massimo Rivola. Quel che è più importante al momento, per l'ex ds della Rossa, è lasciar crescere ragazzi come Fuoco e Leclerc progressivamente, avvicinandoli alla Formula 1 con prese di contatto come quelle dei test, senza però distogliere l'attenzione dall'obiettivo a breve termine: essere competitivi nel campionato di GP3. Fuoco, Leclerc, saranno piloti che troveranno uno sbocco in Ferrari nel passaggio dalle categorie propedeutiche alla massima formula? «E' una domanda che va fatta a chi è sopra di me. Il mio obiettivo è quello di preparare i ragazzi alla Formula 1, facendoli emergere e vincere nei campionati che stanno disputando. Non sta a me dire se avranno o meno l’opportunità di salire su una Formula 1.

Ovviamente giornate come queste sono già un’importante opportunità per valutare un pilota, non solo in pista, ma anche nel modo di approcciare il lavoro con gli ingegneri e nel supporto che garantisce alla squadra», ha dichiarato a Motorsport.com