Figlio di Gabriele Fersini, un commissario della Polizia di Stato, che opera nella Sezione della Polizia Stradale di Monza, Andrea non si è mai arreso. Dopo mesi di terapie e riabilitazione per guarire dalle lesioni riportate in un grave incidente stradale, è ritornato in pista, dove ha ottenuto risultati straordinari, grazie anche al sostegno di una famiglia unita e amorevole.

Attraverso le parole del padre, vi proponiamo la sua storia affinchè sia da incoraggiamento per tutti quei i ragazzi che si trovano in difficoltà.

"Sono le ore 14 del 30 novembre 2019. È l'onomastico di mio figlio Andrea. Mi appresto a indossare l'uniforme per avviarmi a tenere una lezione sulla sicurezza stradale ai Cavalieri dell'Ordine di Malta di Seregno. Squilla il cellulare: dall'altro capo del telefono un uomo, con voce gentile, mi chiede se sono il papà di Andrea Fersini. Chiedo al mio interlocutore di qualificarsi e mi risponde affermando di essere un soccorritore del 118. Mi si gela il sangue. Andrea è in strada con la sua moto, la Peugeot RX 50, per un breve giro con gli amici. 

Il volontario mi comunica cha mio figlio ha avuto un grave incidente e che lo stanno portando in codice rosso all'ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco, in neurorianimazione.

Ho quasi paura a chiedergli se è ancora vivo, ma l'uomo mi precede e mi dice che è sedato e che respira autonomamente: ha perso conoscenza, presenta importanti traumi al volto e la sospetta frattura del bacino.

Avviso immediatamente mia moglie Cinzia la quale, non so come e con quale lucidità, si dirige all'ospedale.

Sono distante qualche chilometro dal luogo del sinistro, ma ottengo l'autorizzazione dalla sala operativa per potermi recare sul posto. Una volta arrivato, vedo la moto di mio figlio riversa al suolo e la Golf scura contro la quale Andrea ha impattato. Il conducente della vettura aveva compiuto un’inversione di marcia non ammessa e, tra le altre cose, omesso di dare la precedenza a mio figlio.

Per soccorrere Andrea è necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco che lo estraggono dal sottoscocca dell'automobile.

Quando arriviamo in ospedale, scopriamo che Andrea si trova nel reparto di urgenza del pronto soccorso: sarà poi ricoverato con una prognosi di 90 giorni poiché ha riportato la frattura di entrambe le cavità orbitali, del naso, dello scafoide, del polso e del gomito del braccio sinistro.

Andrea trascorre la notte in reparto e si sveglia il giorno del suo 15° compleanno in un letto d'ospedale: per festeggiarlo, sua sorella Gaia ha addobbato la stanza e preparato un pallone gonfiato a elio, che riporta il numero 15.

Grazie alle cure dei medici, Andrea incomincia il decorso clinico e a dicembre torna a casa. Dovrà affrontare numerose terapie in regime di day hospital, ma è a casa!

Talvolta parla nel sonno, altre volte scherza sull’incidente, ma vuole ritornare al più presto alla normalità perché, oltre a essere un appassionato motociclista, è pilota di auto e kart. Una settimana prima dell'incidente, aveva esordito nel Campionato FX3 Italia series, al volante della monoposto Predators con motore Honda 600, su un circuito mai visto, l'Adria International Raceway, vincendo a 14 anni di età la Coppa Italia. Il più giovane pilota che abbia mai vinto questo trofeo!

Nel frattempo arriva il Covid e il lockdown.

Fortunatamente, la stagione sportiva 2020 non prende il via.

Andrea continua la riabilitazione e, a luglio, ha tanta voglia di ricominciare a correre: sostiene con esito positivo l'esame per ottenere la super licenza federale Aci Sport (gli occorre perché é minorenne) e incomincia a gareggiare sul circuito di Varano de Melegari, nella prima gara di campionato.

Si classifica primo tra gli esordienti e terzo tra i PRO. Podio alla prima!

Ritorna sul palco delle premiazioni anche a settembre, sul circuito di Vallelunga, terzo classificato. Intanto il budget destinato all’attività sportiva si è esaurito.

Con le ultime disponibilità economiche decide di partecipare l'11 ottobre alla finale mondiale Easykart by Birel, sul circuito di Castelletto di Branduzzo, dove si classifica decimo. Nella finalissima conquista il terzo posto mondiale.

Due giorni dopo, dal 13 al 15 ottobre, ritorna sul circuito internazionale di Adria, per partecipare alla finalissima dell'Aci Rally Talent 2020, al quale l’ho iscritto a sua insaputa poiché Andrea non ha mai guidato una vettura da Rally.

Su 10359 piloti concorrenti, si classifica al 2° posto nella speciale categoria "Young" per minori di 16 anni.

Che altro posso aggiungere? Soltanto una frase che Andrea mi ripete spesso: "Papà, non mi piace studiare, ma una cosa la so fare bene: guidare. E io voglio continuare a guidare!".

Testo a cura di Giovanna Guiso