Si accendono i riflettori sulla Formula 4 tedesca, ed è inevitabile. Non tanto per un’improvvisa importanza assoluta del campionato, quanto per il debutto di Mick Schumacher. Dai kart alle monoposto, il passo è scontato, conseguenza naturale di chi vuole proseguire la carriera. Schumi junior ha chiuso positivamente al secondo posto il campionato nazionale lo scorso anno e da lì si sono aperte possibilità nuove. Che fosse nell’aria un impegno su vetture a ruote scoperte era emerso nei mesi scorsi, quando per la prima volta si era messo al volante di una Formula 4 a Valencia, per un test. Tuttavia, sembrava destinato a un anno ancora di permanenza nella palestra dei kart, a sentire quanti erano vicini a Mick. Ben altra la realtà, che si apprende oggi con le parole di Fritz Van Amersfoort, titolare dell’omonima scuderia:  «Negli ultimi anni è diventata tradizione per noi offrire una sessione di test ai piloti di testa del campionato tedesco di kart», ha spiegato il team manager. «Il test è tenuto dal DMSB, l’ente tedesco del motorsport, ed è stato così che siamo entrati per la prima volta in contatto con Mick Schumacher lo scorso autunno». Tutto è accaduto prima della prova in pista in Spagna: «Ha trascorso un’intera giornata al simulatore nel nostro quartier generale in Olanda, poi l’abbiamo incontrato a Valencia nel corso di una sessione di prove e abbiamo raggiunto un accordo per correre insieme nella Formula 4 Adac quest’anno», conclude Van Amersfoort. Per il 15enne Mick si aprono le porte dei circuiti, lui che ha corso finora con il cognome della madre Corinna, Betsch. Comprensibilmente il ragazzo avrà addosso pressioni e attenzioni enormi da parte di tutti gli addetti ai lavori, rovescio della medaglia quando si è figli di una leggenda. f.p.