Si è esteso “a macchia d’olio” il campionato di Formula 4. Il via in Italia, era il 2014, poi l’estensione lo scorso anno a sette paesi nei quattro continenti e, nel 2016, un ulteriore passo avanti che includerà quattro nuove “palestre” per i giovani. L’intenzione è quella di ampliare il coinvolgimento dei paesi nel continente americano, in particolare in Sud America. Si lavora in questa direzione, ma con uno scenario all’orizzonte al quale la FIA dovrà dare una risposta: nella piramide di categorie propedeutiche alla Formula 1, come agire se il salto dalla Formula 4 alla Formula 3 non si compie naturalmente per chi ha il potenziale ma ha bisogno di un po’ di tempo in più per esprimersi, oppure, non dispone delle risorse economiche necessarie? Stefano Domenicali, presidente della Commissione monoposto della FIA, ha un’idea, che andrà al vaglio del Consiglio mondiale per essere approvata: un campionato intermedio di Formula 3, su base regionale. «Per evitare che si perdano lungo il percorso dei giovani di talento, ai quali potrebbe servire un po’ di tempo in più per maturare, oppure manca il sostegno economico per salire di categoria immediatamente, guardiamo alla creazione di un livello intermedio tra le due serie», spiega. Formula 4, Formula 3 Europea e, in mezzo, una Formula 3 “di transizione”. «L’idea sul tavolo è di strutturare dei campionati di F3 regionali che inizino già nel 2017, così che i piloti possano acquisire esperienza e progredire, restando su un percorso ben definito e regolamentato. In ogni caso, non dobbiamo perdere di vista un elemento cruciale per entrambe le categorie: il controllo dei costi», aggiunge Domenicali, che prospetta anche un’espansione in aree dove manca un percorso come quello creato attraverso l’istituzione del campionato di Formula 4 e Formula 3, proseguendo poi verso l’alto: «Il piano al quale stiamo lavorando non solo ha definito un modo di agire chiaro rivolto nel motorsport rivolto ai giovani, contribuendo a consolidare la realtà in aree dalla già forte tradizione come Europa e Giappone, ma punta a svilupparsi in zone nelle quali le opportunità per quanti vogliono diventare piloti non sono nette e definite, penso agli USA, al sud est asiatico, all’Australia, India e Cina». Anticipa, infine, una novità nel campo partenti ammesso alla Formula 3 International Cup di Macao, che vedrà ridotta la griglia da 36 a 32 piloti: «Avremmo potuto averne di più, ma abbiamo deciso di limitare i partecipanti per introdurre stabilità nella serie e garantire la riuscita di ogni evento: deve restare una categoria accessibile ai giovani e vogliamo proseguire nel miglioramento di ogni aspetto, sia sportivo che tecnico e legato alla preparazione dei piloti», ha spiegato il presidente della Commissione monoposto. Fabiano Polimeni