dall’inviato, Sergio Remondino

La pioggia quasi monsonica che ha investito Imola dalle 17 di domenica ha trasformato la 4 Ore valida quale seconda prova dell’Elms - la European Le Mans Series - in una tre ore. Da quel momento infatti, quando mancava appunto una sessantina di minuti allo scadere della durata prevista, le vetture hanno girato di conserva sulla pista trasformata in una piscina, tutte ordinatamente in fila e ad 80 kmh, dietro alla safety car. Ed in pratica, i giochi per la vittoria sono finiti in quel frangente, con l’equipaggio formato da Pierre Thiriet, Mathias Beche e Ryo Hirakawa confermato in testa alla classifica, posizione che occupava dal 60esimo giro con l’Oreca 05-Nissan del team fondato dallo stesso Thiriet e gestito da Tds Racing.

Un equipaggio consistente anche se non rapidissimo (il migliore dei tre piloti è stato Thiriet, che non è andato oltre l’ottavo giro più veloce di giornata), spietato nel saper cogliere gli errori e le mancanze dell’Oreca numero 21 partita dalla pole con il velocissimo Nicolas Lapierre, della Ligier numero 23 di Fabien Barthez (l’ex-portiere campione del mondo) e dell’Oreca numero 33 di Tristan Gommendy, tutte passate al comando ma tutte poi superate dai futuri vincitori. Secondo posto per Dolan, Tincknell e Giedo Van der Garde con la Gibson barchetta, che grazie al risultato - sommato al successo nella prima prova della Elms, a Silverstone - sono ora largamente in testa al campionato.

Si sono difesi bene a Imola gli italiani, con Mondini-Andrea Roda e Jacoboni secondi nella categoria Lmp3; Andrea Bertolini secondo di LmGte sulla Ferrari F458 divisa con Smith e Butcher e Davide Rigon terzo sulla Ferrari F458 divisa con i Talkanitsa padre e figlio.