MONZA - Alessio Rovera è il campione 2017 della Carrera Cup Italia. Il pilota dello Tsunami Rt è riuscito in un'impresa che, alla vigilia del settimo e conclusivo round di Monza, sembrava essere quanto meno difficile. Onore al varesino, 22 anni, il quale ha iniziato il suo weekend conquistando l'ultima pole e poi si è imposto in gara-1, anche se tutto ciò non sarebbe bastato a consegnargli il titolo. Quel titolo che ha potuto festeggiare al termine di una gara-2 che ha vissuto il momento più drammatico della stagione al quarto giro, quando Riccardo Pera, in testa alla classifica dal round inaugurale di Imola dello scorso aprile, si è dovuto ritirare dopo un testacoda (e conseguente contatto). A Rovera, che prima della trasferta brianzola pagava nei suoi confronti 13 punti, è stato quindi sufficiente chiudere al secondo posto, giungendo alle spalle del rientrante Mattia Drudi. Al forlivese della Dinamic Motorsport, quest'anno protagonista nella Porsche Mobil 1 Supercup, l'ultimo acuto di un'annata sino alla fine emozionante ed incerta. Allo Tsunami Rt è andato anche il titolo Team.

Il fine settimana brianzolo ha visto Rovera davanti a tutti in qualifica e anche al via di gara-1, quando è riuscito a tenere dietro Drudi alla prima staccata. Ma un contatto avvenuto proprio in quel punto della pista tra Gianmarco Quaresmini e Ivan Jacoma (campione della Michelin Cup), entrambi subito costretti al ritiro, ha chiamato in causa la prima safety car. In questo frangente Pera (costretto a pagare dieci posizioni in griglia in seguito alla penalità avuta subito dopo la seconda gara del Mugello), è risalito da 12° a nono, iniziando così la sua rimonta. Con 20 minuti ancora a disposizione, alla ripartenza Rovera si è mantenuto al comando, sempre seguito da Drudi e con Enrico Fulgenzi di poco più distanziato. Nell'arco di altri due giri, Pera si è nel frattempo portato settimo, superando in rapida successione Luca Pastorelli e Francesca Linossi e andandosi a collocare alle spalle di Andrii Kruglyk. Una lotta per la sesta posizione, quella con l'ucraino, in quel momento importante anche per assegnare la pole di gara-2, per effetto dell'inversione della griglia. Davanti a loro Daniele Cazzaniga e Simone Pellegrinelli. Proprio questi ultimi sono stati protagonisti al sesto giro, di un contatto alla prima esse che li ha entrambi costretti al ritiro. A tener banco sono stati a questo punto i due accesi confronti tra Rovera e Drudi per la posizione di testa e tra Kruglyk e Pera per la quarta piazza, con questi ultimi che hanno raggiunto sul finire Fulgenzi. Una lotta accesissima, in cui si sono uniti dietro ancora la Linossi e Ronnie Valori, autore quest'ultimo di una buona rimonta in occasione del suo rientro nel campionato. A due minuti dallo scadere del tempo, alla Roggia è però seguito un contatto tra Kruglyk e Fulgenzi, con il secondo in testacoda dopo essere stato leggermente tamponato dall'avversario e poi centrato in pieno da Valori. Episodio che ha portato in pista per la seconda volta la safety car, con la gara neutralizzata fino all'arrivo. Arrivo che ha visto in sequenza tagliare il traguardo Rovera, Drudi, Kruglyk, Pera e Linossi. A motori spenti, a Kruglyk sono stati dati però 25 secondi di penalità proprio per l'incidente con Fulgenzi, con il risultato che Pera è potuto salire sul gradino più basso del podio.

In gara-2, con la pista umida, domenica mattina quasi tutti hanno optato per le gomme rain. A scattare dalla pole è stato Alex De Giacomi, con Pastorelli al suo fianco in prima fila e subito davanti a tutti. Ma allo start il migliore spunto è stato sicuramente quello di Pera, che alla prima staccata si è presentato secondo. Alle sue spalle Drudi, che ha superato la Linossi, a sua volta protagonista di un ottimo avvio. De Giacomi è invece scivolato sesto, superato anche da Rovera. Quest'ultimo, alla fine del primo giro, si è quindi portato quarto. Nella tornata successiva, all'uscita della seconda di Lesmo, sia Pera che Drudi hanno passato in sequenza Pastorelli, imitati prima dell'Ascari anche da Rovera. Ancora emozioni alla prima esse, con Rovera che ha infilato Drudi e Pera, per poi finire lungo nella via di fuga. Ciò ha fatto sì che Drudi si portasse al comando, con Rovera a questo punto secondo e Pera alle sue spalle. I primi due hanno iniziato quindi a prendere un certo vantaggio sul resto del gruppo. Poi il colpo di scena, con Pera in testacoda alla Parabolica, tamponato violentemente dall'incolpevole Linossi e costretto così al ritiro. Un episodio che si è rivelato decisivo per l'assegnazione del titolo. Nel frattempo Pellegrinelli si è fermato definitivamente ai box per un principio d'incendio sulla sua vettura. Alla ripartenza Drudi ha amministrato il suo vantaggio su un giustamente più che cauto Rovera, con Pastorelli che ha centranto il doppio successo nella Michelin Cup ed il suo primo podio assoluto, chiudendo terzo davanti a Quaresmini e a Fulgenzi, il quale ha preso il via nonostante la dolorosa botta del giorno prima.