dal nostro inviato a Indianapolis (Usa): Cesare Maria Mannucci Scatterà domenica 25 alle ore 18,12 (in Italia) la 98ª edizione della 500 Miglia di Indianapolis. Cerchiamo di capire quale tipo di gara vedremo, considerando le risultanze emerse durante una settimana di prove, in buona parte disturbata dal maltempo.

Quanto vale la Pole di Carpenter ?

Come già lo scorso anno, Ed Carpenter ha ottenuto la pole position alla velocità media di 371,866 km/h, ma molto difficilmente potrà essere protagonista quando la gara entrerà nella fase più determinante. Perché Carpenter è un pilota veloce su un giro ma non ha il talento necessario per gestire una gara così complessa e complicata. A Indy il suo team schiererà due vetture, l’altra affidata a J.R Hildebrand, che considerati i suoi trascorsi nella 500 Miglia, forse ha più possibilità di ben figurare rispetto al suo capo squadra.

La Penske tornerà alla vittoria ?

Durante le prove Will Power è stato complessivamente il pilota più costante, Castroneves parte in seconda fila, mentre Montoya, con la velocità ottenuta nella seconda giornata di qualifiche, sarebbe partito anche lui in prima fila. Durante i giorni di inattività che hanno preceduto la gara, la Penske ha utilizzato la sua grande struttura, facendo ricorso a tutti i programmi di simulazione, per affinare al meglio la vettura, considerando che la pioggia ha sensibilmente ridotto il lavoro in pista e la possibilità di girare. La Penske non vince dal 2009, ora può farcela, sperando che a Power reggano i nervi.

Come andrà il biturbo Honda ?

Per la prima volta il motore biturbo della Honda correrà la 500 Miglia di Indianapolis. In termini di potenza e di arco di utilizzazione, il motore giapponese vale il Chevrolet, mentre alcuni dubbi possono esistere in termini di affidabilità, considerando che le precedenti gare Indycar si sono svolte su distanze decisamente inferiori. La squadra di punta per la Honda è il team di Michael Andretti, che con James Hinchcliffe partirà in prima fila al fianco di Carpenter.

Cosa farà Pablo Montoya.

Il colombiano torna a Indianapolis dopo 14 ani di assenza. Nelle prime gare Indycar su circuiti stradali ha indubbiamente sofferto, ma a Indy dal primo giorno ha tenuto subito il ritmo dei migliori. Ha talento, velocità ed esperienza per potere vincere la gara, ma gli mancano un numero sufficiente di giri in prova per conoscere meglio il rendimento delle gomme. Soprattutto quando queste perdono efficenza ed aumenta l’effetto deriva in curva; e la conoscenza sui correttivi da apportare dall’abitacolo, giro per giro, che poi sono il segreto per vincere a Indianapolis.

Cosa farà Jacques Villeneuve

Il candadese ha sofferto, sia in prova, che in qualifica che durante il Carburation Day. Certamente il team di Sam Schmidt non ha il potenziale per seguire la sua vettura come quella di Simon Pagenaud. La sua squadra è fatta da meccanici e tecnici messi insieme per questa occasione. Ma nei primi giri per Villeneuve sarà tassativo forzare i tempi e prendere dei rischi per risalire dalle retrovie, altrimenti acccumulerà subito un gap che con queste vetture, dalla potenza limitata, e così simili nelle prestazioni, diventa poi impossibile da recuperare.

L’impresa di Kurt Busch

Il campione Nascar tenterà il “double duty” ossia correrà lo stesso giorno la 500 Miglia di Indianapolis e la 600 Miglia di Charlotte, valida per il campionato Nascar Sprint Cup. Impegno fisico e mentale estremo, al limite della pericolosità. Busch ha fatto quasi quotidianamente la spola tra le due città, tra le due vetture. Al debutto a Indy e in monoposto si è comportato benissimo, si è qualificato con il 12° tempo, poi all’ultimo giorno di prove, forse perché troppo stanco, ha sbattuto violentemente distruggendo la sua vettura. Ora per la 500 Miglia, partirà con la vettura di riserva di Marco Andretti. Che ha provato durante il Carburation Day ma che non gli piace come l’auto che ha usato in qualifica

Ganassi in crisi?

Il team Ganassi è stato piuttosto in ombra durante le qualifiche, con il manager americano che ha accusato la Chevrolet, restia ad aumentare la pressione di sovralimentazione, come permesso dal regolamento. Durante il Carburation Day, svoltosi in condizioni di gara, invece Kanaan e Dixon sono tornati ai vertici. Certo, sostituire un pilota come Dario Franchitti a Indianapolis non sarà facile, ma state certi, che quando la gara entrerà nella sua fase determinante, a 20 giri dalla fine, i Ganassi Boys saranno là davanti

Gli outsider

Se vi piace il rischio e cercate una quota alta per scommettere, puntate su Simon Pagenaud. Alla sua terza Indy 500, il francese dispone del talento necessario per fare il colpaccio, come ha ha già fatto due settimane prima vincendo la gara sullo stradale. Oltre al lui indichiamo il nome di Carlos Munoz, lo scorso anno secondo al debutto, e sempre tra i più veloci e costanti ogni giorno di prove. A tutti, buona 500 Miglia.