La quinta prova della Verizon IndyCar Series è quella che si è corsa a Indianapolis: non parliamo però della 500 Miglia, che sarà la prossima gara nel weekend del 24 maggio, bensì del Grand Prix che si è corso sul tracciato "stradale" che sfrutta solo una parte del quadriovale e si snoda per 14 curve e 3,9 km. Questa "road race" ha visto il dominio di Will Power, quinto vincitore diverso e già autore della pole position: l'australiano non ha mai lasciato la prima posizione, nemmeno in una concitata partenza che ha visto in particolare un'entrata un po' fuori dalle righe di Helio Castroneves su Scott Dixon, che era 2°, mandato in testacoda. Del caos seguente in tutto il gruppone ha fatto le spese in particolare Josef Newgarden ma anche Luca Filippi, che era riuscito a proseguire ma in realtà con danni seri un po' dappertutto. Alla prima sosta si è provveduto a ripararli, compreso un problema alla radio per sovrappiù, ma il pit-stop è risultato talmente lungo che alla fine Filippi non ha potuto ottenere più del 14° posto. Sul finire della gara Graham Rahal è riuscito ad avvicinare il capofila, sfruttando i consumi ridotti del suo motore Honda e una buona gestione delle soste che gli aveva permesso di scavalcare Simon Pagenaud e JuanPablo Montoya. Il colombiano si è classificato 3°, posizione che lo mantiene al vertice della classifica generale davanti proprio a Power, anche grazie al ritiro del compagno di team dovuto a un problema elettronico. Sebastien Bourdais ha impostato una gara sulle gomme più dure, montando le morbide solo alla fine, ma è risultato abbastanza veloce da ottenere il 4° posto, davanti a Charlie Kimball e Helio Castroneves. 7° e 8° hanno concluso Tony Kanaan e Stefano Coletti, autori di un bel duello in cui il monegasco non ha certo fatto la figura del rookie, seguiti sul traguardo da Takuma Sato e Scott Dixon. Problemi invece per Francesco Dracone, classificato solo 22°. Interessante notare che a fine gara gli organizzatori hanno concesso al pubblico di "invadere" la pista, un po' come succede a Monza dopo il GP di Formula 1. Maurizio Voltini