Justin Wilson non ce l’ha fatta. Se ne va a 37 anni il pilota inglese, troppo grave il trauma alla testa causato dall’impatto con un pezzo del musetto staccatosi dalla monoposto di Karam, domenica scorsa a Pocono. Lascia la moglie Julia e due figlie. «E’ un giorno triste per la Indycar e l’intera comunità del motorsport. Le straordinarie capacità di guida di Justin si accompagnavano alla sua gentilezza e umiltà, che lo hanno reso uno dei personaggi più rispettati del paddock», commenta Mark Miles – CEO di Hulman & Co. – in un comunicato stampa diramato dalla Indycar. «Il mondo delle corse è una grande famiglia e i nostri sforzi andranno nella direzione di raccoglierci intorno alla famiglia di Justin per assicurarci che abbiano il supporto di cui necessitano in questo momento incredibilmente difficile». Nel corso della giornata di lunedì non erano emerse novità significative nel quadro clinico di Wilson, elitrasportato al Lehigh Valley Hospital–Cedar Crest di Allentown immediatamente dopo l’impatto a Pocono, quando mancavano 20 giri al termine della corsa. Una lunga carriera alle spalle, con trascorsi anche in Formula 1, nel 2003, quando corse per Minardi e Jaguar, andando a punti nel Gran Premio degli USA a Indianapolis. Prima ancora, un titolo in Formula 3000 nel 2001, poi l’approdo Oltreoceano nel campionato GrandAm nel 2006, non senza aver fatto una puntata a Le Mans nel 2004. In Indycar il debutto avviene nel 2008, con il team Newman Haas Lanigan, con il quale disputa 16 gare ottenendo una vittoria e 2 podi, piazzamento che replica anche nel 2009. Nel 2013 agguanta quattro podi, e in 174 partenze nel campionato ha conquistato 8 pole position, l’ultima nel 2012. Non è ancora stata resa nota la data dei funerali, mentre viene reso noto che è stata aperta una sottoscrizione per raccogliere dei fondi da destinare ai figli di Wilson. «Siamo profondamente addolorati dalla scomparsa di Justin Wilson. Era un pilota straordinario, un valido componente del nostro team e un rispettato rappresentante del nostro sport. Sebbene abbia fatto parte del team Andretti per un breve periodo, è bastato un istante per entrare per sempre nella famiglia Andretti. La sua carriera a la sua vita sono una storia di classe e passione insuperabili, le nostre preghiere e pensieri vanno alla famiglia Wilson e a tutti i tifosi», si legge in un comunicato del team Andretti Autosport. Cordoglio, ovviamente, anche tra i piloti, espresso per tutti da Ed Carpenter: «Parlo in rappresentanza di tutti i piloti della Indycar Series. Sono giorni come questo a essere estremamente duri per tutti noi. Vogliamo semplicemente porgere le nostre condoglianze alla famiglia di Justin, ai suoi genitori, alla moglie Julia, alle figlie Jane e Jess e al fratello Stefan. Justin era un gran professionista, oltre ciò era un gran ragazzo, uno dei pochi, se non il solo, che era un amico per tutti nel paddock. Per me, quanto ha passato Justin negli ultimi anni, come abbia lavorato duramente per tornare al volante quest’anno con l’occasione avuta in Andretti, ritengo rappresenti al meglio il perché lo amiamo: ha lottato duramente per rientrare. Stava facendo ciò che amava, quel che tutti noi amiamo ed è il motivo stesso per cui torneremo a correre onorando la sua memoria».   Fabiano Polimeni IndyCar: ansia per Wilson in coma in ospedale È finita male la penultima gara stagionale della Indycar sul veloce ovale di Pocono. Al 179° giro dei 200 in programma, dopo una serie di interminabili situazioni di “caution” per incidenti e pulizia della pista,un gravissimo incidente ha coinvolto il pilota inglese Justin Wilson del team Andretti. Karam che conduceva la corsa, al restart ha perso il posteriore della sua vettura urtando con estrema violenza le barriere. Un pezzo della sua Dallara, probabilmente parte del musetto, volata in aria ha colpito il casco di Wilson ad alta velocità. Il pilota inglese evidentemente ha subito perso conoscenza e la sua vettura senza controllo ha colpito frontalmente le protezioni interne dell’ovale. Subito soccorso per lunghi interminabili minuti direttamente sul luogo dell’incidente, Justin è poi stato trasportato in elicottero al più vicino ospedale attrezzato, il Leigh Valley Health Network, ad Allentown, in Pennsylvania. Quando in Italia era notte fonda, l'ospedale ha diffuso un comunicato informando che Wilson giace in coma per gravi ferite alla testa. La dinamica ricorda quella dell'incidente di Massa del 2009, che con il casco colpì una molla persa dalla BrawnGp di Barrichello. Ma in questo caso il detrito che ha colpito Wilson era più grande e la velocità d'impatto superiore, cosa che ne amplifica la massa nell'urto. wilson 1 wilson 2 Già in circuito si era intuita la gravità della situazione perché prima di avere notizie sulle condizioni del pilota è trascorso parecchio tempo e questo non è mai un buon segnale; poi le prime informazioni hanno comunicato che Wilson aveva riportato ferite alla testa e questo era abbastanza evidente, ma non era dato sapere la gravità di tali ferite. L'immediato ricorso all'elicottero e la partenza verso l'ospedale di Allentown ha fatto capire la gravità della situazione. Su Twitter tutti i team principal hanno mostrato la loro vicinanza al pilota britannico così come il mondo del motorsport che piano piano veniva a conoscenza del dramma.Wilson è un pilota inglese, di Sheffield e ha anche corso una stagione in F1, nel 2003, prima con la Minardi  dalla quale a metà campionato passò poi alla Jaguar ottenendo un punto iridato nel Gp Usa con l'8° posto. La corsa è poi ripresa a una decina di giri dalla fine e ha visto Hunter-Reay, pilota del team Andretti e compagno di squadra di Wilson, superare Newgarden mentre Chaves che era al comando in quel momento, si è dovuto fermare per la rottura del motore provocando l’ennesima gialla a tre tornate dal traguardo. La gara è finita in regime di caution. Montoya a una gara dalla conclusione del campionato rimane il leader con 500 punti grazie al terzo posto ottenuto dopo una prova decisamente accorta; solo nelle battute finali, come accaduto a Indianapolis, si è scatenato. Rahal, secondo in classifica generale, si è ritirato per un incidente innescato da un precipitoso Vautier che ha tentato un sorpasso pressoché impossibile andando a eliminare il pilota americano. Rahal ha poi veemente protestato contro Vautier e da meno 9 punti che aveva da Montoya è precipitato a meno 34. Incidenti anche per Castroneves, Bourdais, Kanaan, Andretti, Hawksworth che ha peso una ruota e colpito Kimball. Nel caos addirittura una volpe ha attraversato il tracciato! Domenica prossima sulla pista stradale di Sonoma si chiuderà il campionato con questa situazione di classifica: 1.Montoya 500; 2.Rahal 466; 3.Dixon 453; 4.Power 439; 5.Castroneves 423. Ma tutti i pensieri sono ora rivolti a Wilson. Massimo Costa