Alexander Rossi, debuttante nell’IndyCar dopo le esperienze in GP2 e Formula 1, ha vinto la centesima edizione della 500 Miglia di Indianapolis. Il giovane californiano, che aveva abbandonato gli USA da ragazzino per cercare la via della fama targata F1 in Europa, ha conquistato la gara più importante d’America con una strategia finale che l’ha visto completare ben 36 passaggi con un solo pieno di etanolo. Mentre gli altri piloti si fermavano per un ultimo rabbocco, spingendo poi al massimo per recuperare, Rossi è andato per la sua strada, risparmiando carburante per tutto il suo ultimo stint e “passeggiando” fino al traguardo per rimanere a secco subito dopo. Si tratta del ritorno al successo per il team Andretti e per un pilota statunitense dopo Ryan Hunter-Reay nel 2014, oltre che della prima vittoria di un rookie dai tempi di Juan Pablo Montoya, che però proveniva dalla CART. Fondamentali per Rossi anche Bryan Herta, suo stratega, ed il Team Principal Michael Andretti.

Alle spalle di Rossi hanno terminato Carlos Munoz, Josef Newgarden e Tony Kanaan, che erano apparsi nel finale come i più temibili contendenti. In particolare il brasiliano, coinvolto ad inizio corsa in una toccata ai box, dava l’impressione di poter disporre di un’ottima “riserva” di aggressività, prima di cadere sulla tattica finale. Quinto (secondo la stessa strategia di Rossi) ha terminato Charlie Kimball davanti a JR Hildebrand, James Hinchcliffe e Will Power.

Incidenti in pista e (soprattutto) toccate ai box hanno messo fuori gioco diversi protagonisti. A partire dal vincitore 2015 Juan Pablo Montoya, finito a muro al giro 62 in modo improvviso ed inatteso. Ma anche in pit-lane è successo di tutto. Oltre al tocco tra Kanaan e Will Power (poi penalizzato) anche Simon Pagenaud si è trovato coinvolto in una situazione concitata e richiamato per un drive-through. Caporetto in corsia box anche per gli altri piloti del team Andretti, con Townsend Bell. 

Helio Castroneves (nella stessa circostanza colpito da Bell) ha pagato dazio anche nel finale per una toccata ricevuta da Hildebrand che ha l’ha costretto a cambiare il paraurti posteriore. Considerando i punti ottenuti per la qualifica, Simon Pagenaud esce da Indy con una leadership in classifica ridotta, anche se sempre importante: il francese è a +83. 

L’ordine di arrivo della 100esima edizione della Indy 500:

1. Rossi (Dallara DW12-Honda) 200 giri in 3h00’02”0872, alla media di 268.171 kmh; 2. Munoz (Dallara DW12-Honda) a 4"4975; 3. Newgarden (Dallara DW12-Chevy) a 4"9304; 4. Kanaan (Dallara DW12-Chevy) a 10"4963; 5. Kimball (Dallara DW12-Chevy) a 10"5218; 6. Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) a 11"3459; 7. Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) a 12"7744; 8. Dixon (Dallara DW12-Chevy) a 15"1607; 9. Bourdais (Dallara DW12-Chevy) a 21"0613; 10. Power (Dallara DW12-Chevy) a 21"5171; 11. Castroneves (Dallara DW12-Chevy) a 22"1015; 12. Servia (Dallara DW12-Honda) a 23"8140; 13. Andretti (Dallara DW12-Honda) a 24"9700; 14. Rahal (Dallara DW12-Honda) a 28"2494; 15. Chilton (Dallara DW12-Chevy) a 28"7589; 16. Hawksworth (Dallara DW12-Honda) a 32"1748; 17. Tagliani (Dallara DW12-Honda) a 32"1993; 18. Mann (Dallara DW12-Honda) a 1 giro; 19. Pagenaud (Dallara DW12-Chevy) a 1 giro; 20. Chaves (Dallara DW12-Honda) a 1 giro; 21. Bell (Dallara DW12-Honda) a 1 giro; 22. Brabham (Dallara DW12-Chevy) a 1 giro; 23. Clauson (Dallara DW12-Honda) a 2 giri; 24. Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) a 2 giri; 25. Pigot (Dallara DW12-Honda) a 5 giri. Giro più veloce: il 106° di Rossi, alla media di 362.566 kmh.

Il campionato
1. Pagenaud 270; 2. Dixon 187; 3. Castroneves 185; 4. Montoya 177; 5. Hinchcliffe 152; 6. Hunter-Reay 147; 7. Rahal 141; 8. Newgarden 140; 9. Power 137; 10. Kimball 129.