La categoria a ruote scoperte, che come la Formula 1 è stata in bilico per la disputa della prima gara, ha prima deciso di correre a porte chiuse, poi, visto il peggiorare della situazione, di sospendere tutte le attività fino alla fine di aprile. Sono saltate, e saranno da ricollocare, le gare di St.Petetsburg, Barber, Austin e soprattutto Long Beach, la trasferta più di successo della serie per quanto riguarda i tracciati stradali.
 
Al momento, il gruppo di Roger Penske spera di poter disputare sia il Gran Premio di Indy stradale del 9 maggio, sia la 500 Miglia di Indianapolis del 23 maggio anche se c'è un concreto rischio di dover saltare almeno il primo.

NASCAR, opzione gare infrasettimanali

Identica la tempistica per la NASCAR, che dopo aver inizialmente rinunciato agli appuntamenti di Atlanta e Homestead, ha posticipato anche i round di Fort Worth Texas, Bristol, Richmond, Talladega, e Dover, bloccandosi fino a 3 maggio compreso.
 
L'organizzazione punta comunque a disputare tutte e 36 le gare in programma quest'anno, a costo di trovare anche opzioni "creative" come gare infrasettimanali o invernali. Altra opzione, dato che quasi tutti i tracciati hanno due date all'anno, quella di recuperare le tappe di primavera nello stesso weekend di quelle estive/autunnali sulle medesime piste, con due manche a weekend.

IMSA, si riprende il 30 maggio

Stesso discorso per l'IMSA, che a gennaio aveva disputato regolarmente il primo round dell’anno, la 24 Ore di Daytona, prima che scoppiasse l'emergenza. Dopo aver spistato all'autunno la 12 Ore di Sebring, la categoria endurance ha cancellato gli appuntamenti di Long Beach (che seguiva l'IndyCar) e Mid-Ohio. Così stando le cose, la prima corsa sarebbe sempre insieme all'IndyCar a Detroit il 30 maggio.