Scott Dixon continua la sua marcia da mattatore anche nel secondo appuntamento dell'IndyCar 2020, sullo stradale di Indianapolis. Il pilota neozalandese del team Ganassi, già trionfatore nell'apertura in Texas, si è imposto sulla pista dell'Indiana grazie ad una provvidenziale caution, ma anche alla prudenza strategica. Il muretto, guidato dal nuovo ingegnere Michael Cannon, aveva infatti deciso di anticipare il secondo pit-stop dei tre in programa per evitare i danni in caso di possibile caution. E la caution al giro 34 è provvidenzialmente arrivata, con Oliver Askew che si è stampato nel muro dell'ultima curva. A quel punto, Dixon, tra i pochi che si era già fermato ha avuto un vantaggio decisivo. Dopo aver recuperato al termine del ciclo di soste la seconda piazza, ha dovuto solo passare Graham Rahal che, avendo in programma una strategia a due pit-stop, è stato una preda facile in quanto doveva risparmiare carburante. 

Rahal alla fine ha preceduto di poco al secondo posto Simon Pagenaud che, complice la stessa strategia di Dixon, ha recuperato addirittura dalla 20esima casella in griglia. A bocca asciutta invece gli piloti del team Penske. Will Power, al top nel primo stint dalla pole, si è trovato fuori sequenza, dovendo effettuare la seconda sosta in safety-car e vedendosi passare da chi si era già fermato. L'australiano ha poi perso concentrazione, spegnendo il motore al pit-stop conclusivo e finendo 20°. Josef Newgarden, anche lui in lotta al top all'inizio, ha concluso settimo. Il quarto posto è andato a Colton Herta, mentre Rinus VeeKay, rookie olandese di Ed Carpenter, ha centrato un'insperata quinta posizione.

Indietro anche altri protagonisti iniziali, come Felix Rosenqvist e Jack Harvey, che hanno pagato la sfortuna alle soste uscendo dalla top-15. Giornata da dimenticare invece per Alexander Rossi, fermato da un problema di pressione dell'olio.

L'ordine d'arrivo del GMR Grand Prix di Indianapolis:

1. Dixon (Dallara-Honda) 80 giri in 1h41'59"3232, alla media di 183.753 km/h; 2. Rahal (Dallara-Honda) a 19"9469; 3. Pagenaud (Dallara-Chevy) a 20"5642; 4. Herta (Dallara-Honda) a 25"0882; 5. VeeKay (Dallara-Chevy) a 25"6361; 6. Ericsson (Dallara-Honda) a 25"7133; 7. Newgarden (Dallara-Chevy) a 31"8973; 8. O'Ward (Dallara-Chevy) a 33"8363; 9. Ferrucci (Dallara-Honda) a 43"0469; 10. Sato (Dallara-Honda) a 44"8913; 11. Hinchcliffe (Dallara-Honda) a 46"1674; 12. Daly (Dallara-Chevy) a 49"9774; 13. Hunter-Reay (Dallara-Honda) a 50"4892; 14. Veach (Dallara-Honda) a 52"2172; 15. Rosenqvist (Dallara-Honda) a 56"6884; 16. Chilton (Dallara-Chevy) a 1'00"2317; 17. Harvey (Dallara-Honda) a 1'03"8457; 18. Kimball (Dallara-Chevy) a 1'05"5192; 19. Palou (Dallara-Honda) a 1'06"4782; 20. Power (Dallara-Chevy) a 1'11"6129; 21. Kellett (Dallara-Chevy) a 1 giro; 22. Andretti (Dallara-Honda) a 1 giro; 23. Karam (Dallara-Chevy) a 1 giro. Giro più veloce: il 49° di Dixon in 1'11"7514, alla media di 196.940 km/h.

In campionato:

1. Dixon 104; 2. Pagenaud 75; 3. Newgarden 64; Herta 58; 5. Rahal 54.