23 Agosto 2020, ultimo giro per la Brickyard più famosa del Mondo per Fernando Alonso. Lo spagnolo ci riprova, per la terza volta negli ultimi quattro anni, con la 500 Miglia di Indianapolis per realizzare l’obiettivo della Triple Crown, il riconoscimento statistico, ma prestigioso, riconosciuto al pilota che vince il GP di Monaco (o il Campionato del Mondo di F1), la 24 Ore di Le Mans e, appunto, la classica tra le corse USA.

The last dance?

Sarà un tentativo molto diverso rispetto ai due precedenti per diversi motivi. Il primo aspetto è che, con tutta probabilità, sarà l’ultimo per eguagliare l’impresa riuscita solo, fino ad ora, a Graham Hill. Infatti, con il ritorno a tempo pieno in F1 nel 2021 con Renault e la totale estinzione dei rapporti con McLaren, ipotizzare una sua iscrizione alla 500 Miglia di Indyanapolis del 2021 è irreale, anche se Fernando un piccolissimo spiraglio per il futuro lo lascia aperto: se mai l’occasione ricapiterà, se ne riparlerà a esperienza in Renault finita, come da contratto, dopo il 2022: “Mi sono preparato sapendo che per i prossimi 2 anni sarà impossibile per me correrci. Perché dovrei saltare il weekend di qualifica se volessi farlo e non essendo più pilota McLaren dal prossimo la cosa non puù funzionare. Almeno per i prossimi due anni, non sarò qui. Le cose stanno così al momento. Sono qui pronto per godermi la gara, pronto a dare il massimo e ad aiutare la squadra il più possibile. Vediamo in futuro quali sono le possibilità” ha detto Alonso alla NBC.

Monoposto competitiva

Un’altra nuova variabile riguarda strettamente la pista. Se l’Indy 500 del 2019 è stata un disastro totale, il 23 agosto le cose potrebbero andare molto diversamente. Una seria possibilità di vincere c’è, perché l’Arrow McLaren SP, nelle mani di O’Ward e Askew si è dimostrata monoposto molto competitiva durante la stagione.

“Sono molto colpito dalla squarda” ha detto Fernando. “Penso di aver guardato tutte le gare dalla TV con attenzione perché dopo l’annullamento dei test ad aprile e la cancellazione delle sessioni al simulatore, già programmate, sapevo che avrei avuto poco tempo a disposizione per imparare la vettura. Avevo bisogno di capire come si comportava la squadra ogni fine settimana. Quello che hanno fatto O’Ward e Askew è stato davvero impressionante, sono due ragazzi forti e coraggiosi. Sono due giovani che garantiscono una grossa spinta al team e portano idee nuove, fresche in termini di prestazioni della macchina e non vedo l'ora di lavorare con tutti".

Indy500 a porte chiuse

In ultimo e di diverso rispetto all’anno scorso, sarà l’assordante assenza del pubblico sugli spalti. Infatti, per le disposizioni anti-covid, l’evento si terrà a porte chiuse.

“Le corse qui sono molto speciali, perché c’è sempre uno stretto contatto con i tifosi e non vederli girare per i box e interagire con loro mi mancherà” ha detto Alonso. "Probabilmente la mia vita fuori dall'auto sarà un po 'più facile, magari potrò andare in bagno senza che le sera avere un cellulare puntato addosso, ma a parte questo, penso che una volta abbassata la visiera e ti prepari a correre, la pressione che senti è sempre la stessa. Sarà un po’ difficile, domenica prossima, trovarsi in questo posto enorme e con queste tribune gigantesche vuote ma garantiremo un bello spettacolo per i tifosi in che ci guarderanno in TV. Li ringrazieremo e festeggeremo con loro a distanza” ha concluso lo spagnolo.