Dal disastro al successo in meno di un anno, Kyle Larson ha centrato a Las Vegas la sua prima vittoria della stagione in Nascar, e la prima per il team Hendrick in soli quattro appuntamenti insieme. Un anno fa, Larson aveva disputato la sua ultima gara col team Ganassi. Poi, una mezza parola razzista durante una diretta su iRacing l’aveva messo ai margini dello sport. Nonostante fosse lui stesso proveniente da una minoranza (Larson è di origini asiatiche) era stato prima sospeso e poi mollato dagli sponsor e dal team. Nonostante la riammissione alle gare, avvenuta dopo l’impegno in un lungo percorso di riabilitazione, e le innumerevoli vittorie nelle gare minori degli ultimi mesi, Ganassi non l’aveva voluto. Ma Rick Hendrick si, anche investendoci di tasca sua. Risultato, Hendrick e Larson hanno già vinto dopo quattro gare, e saranno ai playoff. L'investimento è stato ripagato.

Larson in forma

Sin dalle prime battute sul triovale da un miglio e mezzo del Nevada, Larson aveva mostrato di essere in ottima forma, sia personale che… meccanica. Su un tracciato che offre molte possibili traiettorie, e che ha visto sin da subito situazioni con tre vetture affiancate, aveva dato segnali di superiorità, riuscendo sempre ad agguantare le prime posizioni anche dopo errori strategici (come aver saltato un pit-stop al termine del primo “stage” intermedio). Sempre aggressivo, nonostante una vettura visibilmente sovrasterzante che ha domato al meglio, Larson ha vinto il secondo stage conducendo in totale 103 giri su 266. E ottimizzando la vettura verso il finale, ha dato uno “strappo” decisivo. 

Campione in difficoltà

Nonostante un gruppo compatto e separato da pochi centesimi, come spesso da quando è stato adottato il pacchetto aerodinamico ad alta downforce, le occasioni di contatto sono state poche. Vetture troppo facili, alcuni dicono, ma sicuramente vicine nelle prestazioni. Unico a finire fuori gioco per incidente Aric Almirola, mentre anche Chase Elliott e Kurt Busch si sono toccati in curva 2. Il campione in carica di Hendrick aveva riportato un danno in occasione del primo pit-stop, ma era rimasto competitivo. Ha concluso tredicesimo.

Il podio

Secondo posto invece per Brad Keselowski, con la Ford Mustang numero 2 del team Penske. A Keselowski è mancato qualcosa sui long-run, e al termine dell’ultima serie di pit-stop, effettuata con bandiera verde, si è trovato sotto di oltre tre secondi. Ha comunque portato a casa punti utili. Alle sue spalle, un Kyle Busch che ha iniziato a far vedere un po’ di luce alla fine del tunnel dopo un difficile inizio stagione e diversi cambi nel suo staff al team Gibbs. Quarta piazza per Denny Hamlin ha guidato 47 giri. Top-5 per Ryan Blaney sempre in casa Penske seguito dai compagni di scuderia di Busch e Hamlin, Martin Truex e Christopher Bell. Hanno completato la top-10 William Byron, Joey Logano ed Erik Jones, al primo piazzamento di qualità col team Petty.

Poca fortuna per Kevin Harvick, che ha progressivamente perso terreno, pagando anche una leggera strisciata con Almirola, e si è piazzato ai margini dei primi venti. Giornata difficile anche per Bubba Wallace, fermato a lungo ai box da una perdita d’olio e ventottesimo al traguardo. 

L'ordine d'arrivo della Pennzoil 400 di Las Vegas:

1 - Kyle Larson (Chevrolet) - Hendrick - 267
2 - Brad Keselowski (Ford) - Penske - 267
3 - Kyle Busch (Toyota) - Gibbs - 267
4 - Denny Hamlin (Toyota) - Gibbs - 267
5 - Ryan Blaney (Ford) - Penske - 267
6 - Martin Truex Jr. (Toyota) - Gibb - 267
7 - Christopher Bell (Toyota) - Gibbs - 267
8 - William Byron (Chevrolet) - Hendrick - 267
9 - Joey Logano (Ford) - Penske - 267
10 - Erik Jones (Chevrolet) - Petty - 267

In campionato

1. Hamlin 187; 2. Keselowski 149; 3. Larson 147; 4. Elliott 139; 5. Bell, Logano 138.