Con una vittoria fortunosa ma cercata con grande aggressività, Alex Palou ha ripreso a Road America la leadership dell'IndyCar Series 2021. Lo spagnolo del team Ganassi ha approfittato di un problema tecnico occorso al dominatore fino a quel momento Josef Newgarden per passare a condurre e involarsi al traguardo. Il portacolori del team Penske, che già poco dopo essere partito dalla pole aveva segnalato qualche difficoltà col cambio, era comunque riuscito a comandare per tutta la durata delle ostilità, rintuzzando i veementi attacchi dell'avversario in particolare in occasione dei re-start. A meno di 8km dalla conclusione è però arrivata la beffa.

Il resto del podio

Secondo alle spalle di Palou ha concluso Colton Herta, che si è difeso al meglio in una concitata battaglia che ha caratterizzato le posizioni immediatamente di rincalzo nelle prime fasi. Rispettivamente terzo e quarto Will Power e Scott Dixon, non lontani ma non certamente in grado di affacciarsi alla lotta per il primo posto. Interessante la prova di Romain Grosjean, pur debuttante sul tosto tracciato di Elkhart Lake, Wisconsin. Il francese, trovato il giusto setup, si è distinto per aggressività chiudendo quinto mostrando di saper trovare il momento giusto per mostrare i denti. Subito dietro di lui, Marcus Ericsson, Alexander Rossi e Takuma Sato. Il giapponese è risultato il primo tra i piloti che avevano optato per un rischio strategico nell'ultima sosta, anticipata sperando in delle caution finali che non sono arrivate in tempo. In realtà, la caution c'è poi stata, ma troppo tardi: quando Ed Jones si è girato con una sospensione rotta, l'ultimo dei piloti che avevano rischiato, Oliver Askew, era rientrato da pochi secondi. E' andato vicino al colpaccio l'americano, chiamato a rimpiazzre Rinus VeeKay dopo l'infortunio alla clavicola in mountain bike. Ha concluso dodicesimo alle spalle di Graham Rahal e davanti a Ryan Hunter-Reay. Nono e in difficoltà invece Pato O’Ward, che ha faticato a gestire il consumo di gomme e carburante e ora si ritrova a oltre 20 punti di distacco in graduatoria.

L'esorido di Magnussen

Da segnalare anche la prima apparizione per Kevin Magnussen. Il pilota ex Haas in Formula 1 ha fatto il suo debutto in sostituzione di Felix Rosenqvist, con lo svedese ancora in recupero dopo il brutto botto di Detroit. Il ventottenne danese, fresco della sua prima vittoria IMSA proprio a Detroit, ha faticato nel primo approccio a una realtà così diversa da quelle conosciute, come ci si aspettava, su una pista veloce e insidiosa come Road America. Dopo avere anche condotto la gara per un gioco strategico, si è ritirato per un problema elettronico. L'opportunità con McLaren gli ha dato però la possibilità di acclimatarsi con il campionato, cosa che si rivelerà utile se verrà chiamato nel 2022 a una stagione completa. In altre parole, non dovrà rifare tutto daccapo. 

L’ordine d’arrivo del REV Group Grand Prix di Road America:

 1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 55 giri 
2 - Colton Herta (Dallara-Honda) - Andretti - 1"9106
3 - Will Power (Dallara-Chevy) - Penske - 2"9853
4 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 3"9048
5 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 4"7136
6 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Ganassi - 5"1806
7 - Alexander Rossi (Dallara-Honda) - Andretti - 7"7219
8 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - RLL - 7"9145
9 - Pato O’Ward (Dallara-Chevy) - AMSP - 9"0243
10 - Max Chilton (Dallara-Chevy) - Carlin - 9"3733

In campionato

1. Palou 349; 2. O'Ward 321; 3. Dixon 296; 4. Newgarden 261; 5. Pagenaud