E' durato oltre 10 ore il lavoro dei meccanici della AF Corse per ricostruire la Ferrari di Fisichella incidentata nell'incidente di mercoledi pomeriggio in prove libere alla curva Porsche. L’incidente di Giancarlo Fisichella avvenuto durante la prima sessione di prove libere rischia di condizionare tutta la gara per quella che era considerata la vettura di punta del Cavallino nella lotta contro Corvette, Porsche e Aston Martin che è la sfida regina nella classe Gt.

E' stato necessario un lavoro immane dei meccanici perchè hanno dovuto smontare completamente la vettura incidentata e ricostruire da zero un'altra 458 sul telaio arrivato da Piacenza (sede della AF Corse) spedito d'urgenza nella notte e arrivato a Le Mans giovedi mattina .
Se poche ore sono sufficienti
per costruire da zero una monoposto, per assemblare al meglio una GT, ne servono molte di più, per via della maggiore complessità costruttiva e per i legami con la vettura di serie. Nel caso della Ferrari 458, sono servite 6 ore per prendere il telaio "nudo" a aggiungere tutti i componenti smontati dalla scocca incidentata e altre 4 ore soltanto per montare i martinetti idraulici necessari al sollevamento della vettura nei pit stop, che sono fondamentali.

Alla fine i bravissimi meccanici dell'AF Corse hanno fatto il miracolo e sono riusciti a spedire in pista Toni Vilander, uno dei tre piloti della Ferrari n.51 assieme a Bruni e Fisichella (Giancarlo è stato tenuto prudentemente fermo...) poco dopo le 23, per sfruttare l'ultima ora della sessione notturna per collaudare se il montagigo dell'auto o era stato effettuato bene e che la 458 funzionasse a dovere.
Nei soli 8 giri percorsi nell'ultima sessione Vilander è statio bravissimo, perché è riuscito a segnare un buon 4'00"025, che è il 41esimo tempo assoluto, il 7° di classe GT a soli 4 secondi dal miglior tempo della categoria che è di una Ferrari 458 del etam Luxury che ha compiuto oltre 6 ore di qualifica. .

Quanto all'incidente capitato al tramonto di mercoledi, ancora nelle prove libere, Fisichella incolpa la sfortuna. “Ancora adesso non mi capacito di come sia potuto accadere - dice il pilota romano - Era il mio terzo giro, non stavo tirando, nel passaggio precedente avevo ottenuto il tempo di 3’59”, quasi due secondi sopra il tempo che aveva ottenuto in precedenza Bruni. Arrivato alla prima curva Porsche, probabilmente sono stato un centimetro più largo del dovuto, la vettura ha iniziato a sbandare all’esterno e ho urtato il muro, in quel tratto abbastanza vicino, a velocità considerevole”.

Il problema è che la macchina ha sbattuto a bassa velocità contro le gomme ma di coda con un'angolatura che ha provocato il piegamento di una zona strutturale del telaio.Constatata l’irreparabilità della vettura, in quanto il telaio era storto proprio nella zona dove le sospensioni posteriori sono fissate, la Ferrari ha chiesto una deroga all’Aco, l’organizzatore della gara - deroga poi concessa - per sostituire il telaio, sul quale sono stati montati tutti gli elementi della vettura incidentata. Alla luce anche di altri precedenti, l’Aco ha concesso l’autorizzazione e subito è iniziata una corsa contro il tempo.

Dice Amato Ferrari: “Davvero non ci voleva un incidente del genere ad inizio prove. Penso ai meccanici che hanno dovuto lavorare ininterrottamente per duegiorni e poi subito dovranno affrontare le fatiche di 24 ore di gara senza nemmeno una pausa per riposarsi”. È vero che i meccanici della AF Corse spesso hanno fatto dei miracoli in termini di efficienza e rapidità di esecuzione, ma il lavoro che hanno compiuto in questo week end a Le Mans è stato davvero “terrificante”.