Fra gli episodi che hanno caratterizzato la scorsa 6 Ore di Spa-Francorchamps, seconda prova del WEC, c'è stato anche il doppio testacoda alla chicane Bus Stop che ha coinvolto la Ferrari n.71 del nostro Davide Rigon alle prese con una Porsche doppiata. Un incidente che Gimmi Bruni ha dovuto driblare assieme a un prototipo LMP subito dopo, e che ha determinato uno stop&go di 5 secondi per il pilota veneto. Come mai? «Dopo l'urto con la Porsche ho deciso di rientrare subito - ci spiega Rigon - perché avevo toccato sia il cordolo a destra che la sua ruota posteriore a sinistra, in modo da controllare che non ci fossero danni come una gomma bucata: non volevo essere costretto a fare tutto un giro di 7 km in quelle condizioni. L'ingresso box è proprio lì, ma per evitare di fare una specie di "contromano" ho tagliato la riga bianca con due ruote, e per questo sono stato penalizzato, nonostante abbia cercato di fare tutto con la massima sicurezza possibile. I commissari sono stati molto fiscali, e dopotutto è giusto perché si tratta di un campionato mondiale, però…». Però? «Beh, al briefing ci era stato detto che al via non si poteva superare prima della "starting line" e invece due avversari mi hanno passato alla chicane, ma verso di loro non è stato fatto nulla nonostante sia andato in direzione gara a farlo presente. Il fatto è che queste cose ti rovinano molto lo stint, perché le macchine sono molto livellate come prestazioni e quando sei in coda a qualcuno perdi carico anche con le GT. In più lo stop&go ci è stato dato un'ora e mezza dopo l'incidente, e anche questo ha scombinato la strategia. Ma tutto questo ci servirà per il futuro, anche come stimolo». Insomma, fra le altre cose ci confermi che le gare sono molto "tirate". «Il livello è altissimo, anche fra le GT e non solo fra le LMP1: non puoi permetterti di sbagliare "una virgola". Proprio per questo, pensare che siamo arrivati settimi nonostante tutti questi problemi, è incoraggiante. Abbiamo un ottimo potenziale, da tutti i punti di vista. Pensavamo che in gara le Aston Martin e le Porsche ci potessero staccare subito per via della maggior velocità di punta, invece abbiamo tenuto un ottimo passo, abbiamo usato bene le gomme e abbiamo lottato. Anche l'incidente in sé non avrebbe significato molto, perché era previsto il mio pit-stop solo tre giri dopo. Oltretutto ricordo che ero già 2° e con quel pit eravamo sicuri avremmo guadagnato qualcosa sul primo: eravamo competitivi e non ci trovavamo lì per caso. Ripeto: siamo molto contenti del nostro potenziale in gara, sia io e James che Gimmi e Tony. Meglio sapere che sei arrivato indietro per un incidente, che non perché "non ne hai"…». Insomma, pare proprio che tu e Calado siate ben amalgamati come equipaggio e addirittura competitivi pure contro due "mostri sacri" come Bruni e Vilander«Non sono io a poterlo dire, ma se qualcuno da fuori comincia a pensare così, non mi lamento. Va però detto che rispetto a loro mi accorgo che dobbiamo ancora imparare in quanto a esperienza. Loro sono davvero molto bravi e soprattutto completi, hanno un'ottima visione di gara e si capisce quanta pratica hanno alle spalle. Per quanto riguarda me stesso, ho trovato un ottimo affiatamento con Calado: ci fidiamo l'uno dell'altro e devo dire che se James l'anno scorso ha fatto degli errori, quest'anno sta invece lavorando molto bene. Insomma, come equipaggio siamo a posto». Quindi si può guardare a Le Mans con un certo ottimismo? «Il potenziale c'è sicuramente, anche se non nascondo che il Balance of Performance ci sia un po' sfavorevole. Ma non siamo troppo preoccupati, anche se speriamo tolgano qualcosa all'Aston Martin: finora per fortuna hanno sempre fatto qualche errorino, e perdono sul misto quello che guadagnano sui rettilinei, ma se si metteranno a posto… Ripeto che nelle GT è tutto tirato all'osso, per cui basta poco». Insomma, a sentirti non pare che per un ex-formulista come te, le Gran Turismo siano qualcosa di limitante. «Al contrario, sono una categoria combattutissima e molto stimolante per un pilota. Piuttosto che vivacchiare fra le monoposto, suggerirei a molti miei colleghi di farci un pensierino. E giusto per dire una cosa che mi ha colpito positivamente, qui a Spa le tribune erano piene (oltre 50.000 spettatori; ndr) con un pubblico che mi ha sorpreso anche per competenza e per come sapessero tutto di tutti, anche sui piloti meno popolari». Maurizio Voltini 6 Ore di Spa-Francorchamps - Sessione autografi per Rigon DEP_7009.jpg DEP_7020.jpg DEP_7638.jpg