LE MANS - Un via sotto safety car a Le Mans non si vedeva da tantissimi anni. Fatto sta che la scrosciata di pioggia a mezz'ora dallo start ha spinto la direzione gara a far partire la corsa in regime di neutralizzazione. In modo fin troppo esagerato perché la pista all'inizio era davvero zuppa, ma dopo qualche giro si era parzialmente asciugata eppure la direzione gara ha mantenuto la macchina staffetta per ben 45 minuti. Suscitando anche i fischi del pubblico che non si capacitavano perché non venisse data gara libera. Qualcuno ha ironizzato anche  anche dicendo che a Le Mans aspettavano che si concludessero le concomitanti qualifiche di F1 per far battagliare tra loro i piloti.

Una volta uscita la safety car dopo 45 minuti, prima si è involata la Porsche n.2 guidata da Jani, ma ben presto è salita in cattedra la Toyota n.6 condotta da Conway. La quale, forte di un miglior grip sull'asfalto umido, caratteristica che la Toyota aveva mostrato già nelle prove bagnate, ha scavalcato le due Porsche andando in testa alla corsa. Girando sul passo di 3'45” al giro con le gomme rain invece che 3'50” come le 919H. 

Chi ha capito prima di tutti che la pista era pronta per le slick è stato Andre Lotterer, che ha anticipato al 11° giro il suo pit stop per montare le slick e ripartire velocissimo. Le Porsche hanno compiuto un giro in più, le Toyota hanno indugiato altri due giri e così Lotterer, forte di un passo invidiabile di 3'29” con le slick si è ritrovato al comando poco dopo lo scadere della prima ora. Ma la fortuna non è stata dalla sua parte perché dopo pochi minuti il tedesco dell'Audi n.7 ha dovuto arrestarsi ai box per un problema al motore o al turbo che lo ha fatto finire in fondo alla classifica. 

Così dopo 1h30' di gara in testa fra i P1 è battaglia fra l'Audi n.8 di Duval e la Porsche n.1 di Hartley, con la Toyota n.6 a 7”. Segue l'altra Toyota n.5 di Buemi a 25”.

In GT la pioggia ha inizialmente favorito le Porsche 911, notoriamente più a loro agio sul bagnato perché hanno il motore posteriore che grava di più sule ruote motrici e quindi garantisce più aderenza in uscita di curva e accelerazione. Ma appenala pista ha cominciato ad asciugarsi, il vantaggio delle Porsche ha cominciato a calare. In testa fra le GT c'è comunque la Porsche n.92 di Makowiecki, seguito a 14” dalla Frod n.69 di Westbrook, e dalla Ferrari di Calado a 17” e dall'atra Ferrari di Fisichella a 21”. La Ferrari aveva scientemente fatto partire sulla vettura n.51 proprio Calado invece che Bruni perché l'inglese aveva guidato più tempo giovedi sotto la pioggia ed era più a suo agio.

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