NURBURGRING - Terzo successo per la Porsche nel Wec 2016, dopo le vittorie di Silverstone e Le Mans. Ma ad andare a segno in occasione della 6 Ore del Nürburgring, quarto dei nove appuntamenti del calendario del Mondiale Endurance, è stata questa volta la 919 Hybrid di Timo Bernhard, Brendon Hartley e Mark Webber, alla loro prima affermazione di questa stagione, per di più ottenuta sulla stessa pista che li aveva visti imporsi anche lo scorso anno. Una doppietta sfumata per i colori della Casa di Stoccarda, solo per via di un drive through inflitto alla vettura gemella di Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb. Proprio quest’ultimo, a due ore dalla fine, si era infatti reso protagonista di un contatto con la “911” del doppiato Khaled Al Qubaisi, che la direzione gara ha pensato bene di punire. Una decisione in un certo senso discutibile, che in ogni caso ha avuto effetto sul risultato finale dando il via libera alle due Audi R18 che in qualifica avevano monopolizzato la prima fila.

A chiudere secondo è stato l’equipaggio composto da Lucas Di Grassi, Loïc Duval e Oliver Jarvis, mentre sul gradino più basso del podio sono saliti Marcel Fässler e André Lotterer che, avviandosi dalla pole, avevano condotto in testa durante le fasi iniziali. Poi una sosta, in coincidenza con regime di Full Course Yellow, ha agevolato proprio la Porsche di Dumas-Jani-Lieb, appunto protagonista del contatto con il doppiato e infine costretta anche ad una sosta extra ai box per effettuare una riparazione sul retrotreno in seguito alla segnalazione con bandiera nera e arancione, che l’ha portata a concludere quarta.

In campionato gli stessi Dumas-Jani-Lieb, dopo la vittoria alla 24 Ore di Le Mans, rimangono comunque ampiamente al comando. Completamente in ombra le Toyota, che dopo la delusione sul circuito de La Sarthe puntavano ad un riscatto. Invece Davidson-Nakajima-Buemi hanno concluso quinti senza essere mai stati in lotta per le posizioni di testa, così come Sarrazin-Kobayashi-Conway, finiti sesti. La tappa tedesca, che ha visto i tre costruttori ufficiali presenti nella Lmp1 sfoderare una nuova configurazione aerodinamica con più carico, per fare fronte anche alle prossime trasferte, ha così emesso il suo verdetto pesante nei confronti del costruttore giapponese. 

La terza vittoria consecutiva ottenuta dalla Alpine di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Stéphane Richelmi (ottavi assoluti), ha consentito all’equipaggio della Signatech di consolidare il proprio primato nella Lmp2, dove si è assistito ad un dominio iniziale della Oreca di René Rast, Alex Brundle e Roman Rusinov, costretti al ritiro per un problema durante la terza ora. 

Insperata e pertanto ancora più bella la doppietta ottenuta dalle Ferrari nella LmGte Pro con Gimmi Bruni-James Calado e Davide Rigon-Sam Bird. Per questi ultimi il weekend non era infatti cominciato nel migliore dei modi, alla luce di un’errata scelta delle gomme rain con la pista che si andava via via asciugando. Risultato: un deludente undicesimo posto. Ma in gara le Rosse hanno dimostrato di averne di più delle Aston Martin (quella di Nicki Thiim e Marco Sørensen ha concluso terza) e delle Ford Gt reduci dal successo di Le Mans e in questa occasione solamente quarte con Stefan Mücke e Olivier Pla, dopo che un incendio ai box nel corso delle soste ha messo fuori gioco l’altra vettura del team di Chip Ganassi divisa da Andy Priaulx, Marino Franchitti e Harry Tincknell. La Aston si è imposta viceversa nella Am con Paul Dalla Lana, Mathias Lauda e Pedro Lamy, precedendo la Ferrari 458 di François Perrodo, Emmanuel Collard e Rui Aguas e la Corvette che il rientrante Paolo Ruberti (reduce dall’incidente avuto a Hockenheim meno di due mesi fa) ha diviso con Pierre Ragues e Yutaka Yamagishi.

24 Ore di Le Mans, Porsche vince con un colpo di scena mai visto