Anche alla 6 Ore del Fuji la Toyota ha messo in mostra una grande consistenza sulla distanza, ma stavolta questa è durata fino alla fine permettendo alla numero 6 di Stephane Sarrazin, Mike Conway e Kamui Kobayashi di tagliare il traguardo da vincitori. Proprio il pilota giapponese ha dovuto resistere sul finale al ritorno di Duval che ha portato al secondo posto, staccato alla fine di soli 1"4, l'Audi n.8 condivisa con Di Grassi e Jarvis. Terzo gradino del podio per la Porsche n.1 di Webber-Bernhard-Hartley, mentre l'Audi n.7 di Fassler-Lotterer-Treluyer ha dovuto abbandonare prestissimo i giochi, tradita dall'apparato ibrido.

Dalla seconda fila di partenza la Toyota n.5 guidata da Nakajima era andata ad attaccare la Porsche n.1 di Webber per il secondo posto, ma poi ha negoziato male le prime curve cedendo la terza posizione all'Audi n.7 di Treluyer, prima che iniziassero i problemi che hanno facilitato la risalita al 3° della Toyota n.6 di Kobayashi, mentre Jarvis sull'Audi n.8 guidava la gara. La sequenza dei pit-stop - stint più brevi quelli dell'Audi, mentre le Porsche sostavano un paio di giri dopo gli altri - ha premiato invece la Toyota e il passo già mostrato anche in altre occasioni, così che il primo posto che Conway aveva momentaneamente preso uscendo dal cambio pilota appena davanti a Jarvis che se lo riprende un giro dopo, diventa poi più concreto nelle fasi finali. Questo con i primi tre spesso racchiusi in meno di 10 secondi. Mossa decisiva quando Kobayashi rientra a 45 minuti alla fine senza cambiare gomme e rientra secondo, passando primo quando deve sostare anche la Porsche n.1 che era al comando, fino all'epilogo finale. 

Grande lotta per tutte le sei ore in LMP2, dove alla fine prevale la Oreca del G-Drive guidata da Roman Rusinov, Alex Brundle e Will Stevens, precedendo anche qui di 1"4 la Ligier RGR di Gonzalez-Albuquerque-Senna che ha a lungo combattuto con i leader di campionato Menezes-Lapierre-Richelmi (Alpine Signatech) giunti terzi. Quarto posto, e a lungo in lotta con i primi, per Antonio Giovinazzi (in equipaggio con van der Garde e Gelael) riconquistato dopo essere precipitati decimi.

Dominio delle Ford del Chip Ganassi Team UK in GTE Pro: il successo va alla n.67 di Andy Priaulx e Harry Tincknell dopo che la n.66 di Mucke-Pla con quest'ultimo alla guida è anche finita in testacoda. Seguono sul traguardo le due Ferrari di AF Corse, rispettivamente la n.51 di Bruni-Calado e la n.71 di Rigon-Bird. In classe GTE Am la vittoria va invece all'Aston Martin, quella di Dalla Lana-Lamy-Lauda davanti alla Ferrari di Perodo-Collard-Aguas che aveva subìto anche uno stop&go per velocità in pitlane, un'infrazione nella quale sono incorsi in parecchi.

Il prossimo appuntamento del Mondiale Endurance è il penultimo della stagione, a Shanghai fra tre settimane (6 novembre).