Dalla nuova Stingray al progetto da corsa GTLM, che introduce una generazione di completa rottura nell’architettura storica di Chevrolet Corvette. C8R GTLM andrà in pista nel 2020, debutto nella serie IMSA con la 24 Ore di Daytona del 26 gennaio prossimo.

Cambia filosofia e, dal motore in posizione anteriore, si converte all’installazione posteriore, allineandosi allo schema Ferrari 488 GTE.

La presentazione della Corvette C8R è avvenuta in concomitanza con il lancio della Corvette stradale roadster, un’altra prima assoluta: per la sporitva, la capote non è più in tela, ma è un hard-top.

Reduce da un 2018 che ha visto i due equipaggi di Corvette Racing salire sul podio della 24 Ore di Le Mans, con Magnussen-Garcia-Rockenfeller secondi di Classe GTE Pro, davanti a Gavin-Milner-Fassler, sul nuovo progetto Jim Campbell, vicepresidente di Chevrolet USA Performance e Motorsport, ha spiegato: “La C8.R è molto più che una versione modificata da gara della Corvette Stingray 2020. E’ il culmine di molti anni di test e sviluppo tra i reparti di GM Design, Motore, Ingegneria e il team Corvette Racing.

La collaborazione tra queste squadre ci ha permesso di portare le prestazioni a un livello successivo, in strada come in pista”.

Al diverso bilanciamento delle masse e un baricentro più favorevole che derivano dall’architettura a motore posteriore centrale di Corvette C8.R vanno sommati gli interventi di sviluppo del telaio in alluminio, realizzato in 6 elementi pressofusi e ottimizzato nel numero accoppiamenti, così da creare una struttura di base più rigida.

Le specifiche tecniche, motore in primis – la Corvette stradale è stata lanciata con il V8 6.2 litri aspirato, in attesa di una duplice offerta di 5.5 litri aspirato e 5 litri turbocompresso -, verranno diffuse in una fase successiva.