da Cingoli (MC): Daniele Sgorbini Niente da fare. Ogni volta che si tenta di capirci qualcosa nel Tricolore 2015, ecco che subito le carte si rimescolano. Se al Sanremo era stato Paolo Andreucci a offrire una dimostrazione di forza impressionante, sulla terra dell'Adriatico è toccato a Umberto Scandola recitare il ruolo del padrone assoluto. Non una novità per il veneto di Skoda Italia Motorsport, che da queste parti ha fatto saltare il banco nel 2013 e pure l'anno scorso. Davanti a tutti sin dal pronti via, Scandola ha tirato ceffoni secchi al resto della truppa quando serviva. Lo ha fatto prima con Basso, per chiarire subito la faccenda, l'ha rifatto il giorno dopo con Chardonnet, quando al francese era venuta una mezza idea di provarci. Così una stagione che per il veronese era cominciata tutt'altro che bene, inizia finalmente a prender forma. Per la vittoria, certo. Ma pure per il secondo posto in campionato che ora si fa sempre più interessante. Anche e soprattutto per quanto fatto vedere sulla terra delle Marche da Sebastien Chardonnet: il francese dell'Erreffe ha dimostrato che quello visto a Sanremo era solo il fantasma di sé stesso e in una gara che già conosceva per averla disputata due anni fa, si è espresso a livelli altissimi. Meglio di Basso e Andreucci, giusto per intendersi. Se Giandomenico Basso, con la Fiesta a Gpl della Brc non gode, visto che non è mai riuscito a trovare il feeling giusto, Paolo Andreucci non piange solo per i punti rastrellati col quarto posto, che gli permettono di restare in testa al campionato. Ma il toscano non è mai entrato né in lotta per la vittoria né per il podio, attardato da problemi più o meno grandi e mai del tutto a sua agio sulle veloci strade attorno a Cingoli. Nel Trofeo Terra vittoria per Trentin davanti a Ricci, mentre tra gli Junior è stato Tassone ad avere la meglio dopo una lotta serratissima contro Testa e dopo l'inizio sopra le righe di Rossi. La classifica finale dell'Adriatico: 1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) in 1.20'45”0; 2. Chardonnet-De La Haye (Ford Fiesta R5) a 21”0; 3. Basso-Granai (Ford Fiesta Ldi) a 50”3; 4. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 1'08”4; 5. Trentin-De Marco (Peugeot 207 S2000) a 2'13”4; 6. Ricci-Pfister (Ford Fiesta R5) a 2'29”1; 7. Costenaro-Bardini (Peugeot 207 S2000) a 3'09”5; 8. Suninen-Markkula (Skoda Fabia S2000) a 3'16”0; 9. Dettori-Pisano (Skoda Fabia S2000) a 5'06”9; 10. Ciava-Ciucci (Ford Fiesta R5) a 5'55”8.

Scandola in testa alla fine della prima giornata

2015-img-CIR-Rally_Adriatico-scandola_12.jpgDue passaggi ad Avenale, poco più di otto chilometri a botta e poi tutti a nanna. Il giorno uno del Rally Adriatico (3ª prova del CIR) ha il sapore di un aperitivo, ma è un sapore decisamente gradito per Umberto Scandola e Guido D'Amore, che con la Skoda Fabia S2000 piazzano due scratch e si mettono a tirare il gruppo. Per 3”7 appena su Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, secondi con la Ford Fiesta a Gpl della Brc e per 4”9 su Sebastien Chardonnet, ottimo e sorprendente terzo assoluto con la Fiesta R5 delle Erreffe. Il francese, che già conosce le strade dell'Adriatico, sta dimostrando tutt'altro passo rispetto a quello visto a Sanremo. Abbastanza per mettersi alle spalle nientemeno che sua maestà Paolo Andreucci: l'otto volte campione d'Italia ha morso il freno nel primo passaggio, quando si è lamentato per un calo di potenza causato dalla valvola pop-off e ha un po' dormito alla partenza del secondo. Ma la strada è ancora lunga e il tempo per recuperare non gli manca. Quinto, pure lui non troppo lontano, è Stefano Albertini, che precede di un secondo e mezzo appena l'ottimo Simone Tempestini: il figlio d'arte che corre con licenza romena, a sua volta sta tenendo dietro il talento finlandese Suninen. Nel Trofeo Terra, dopo l'exploit iniziale di Manfrinato, comanda ora Mauro Trentin. La classifica dell'Adriatico dopo due prove speciali: 1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia S2000) in 10'48”7; 2. Basso-Granai (Ford Fiesta Ldi) a 3”7; 3. Chardonnet-De La Haye (Ford Fiesta R5) a 4”9; 4. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 7”9; 5. Albertini-Fappani (Peugeot 208 T16) a 12”4; 6. Tempestini-Chiarcossi (Ford Fiesta R5) a 13”9; 7. Suninen-Markkula (Skoda Fabia S2000) a 20”3; 8. Trentin-De Marco (Peugeot 207 S2000) a 29”4; 9. “#NC3”-Farnocchia (Ford Fiesta R5) a 30”4; 10. Costenaro-Bardini (Peugeot 207 S2000) a 30”4.