Certezze, poche. L’unica, granitica, robusta e inattaccabile porta il nome e i colori di Umberto Scandola. Davanti a tutti quasi sempre, veloce quando s’è trattato di pestare secco sul chiodo, accorto quando è stato più saggio raccogliere i frutti di una giornata passata in gran parte a far la lepre. Il veronese della Hyundai ha vinto e convinto, s’è lasciato alle spalle in fretta la trasferta in Polonia in cui aveva tutto fuorché brillato, ha messo in saccoccia punti pesanti per il Tricolore Terra e s’è dato una gran bella lustrata al morale.

Dietro, il diluvio. Al termine di una gara sì cortissima ma mai così tanto piena di imprevisti, colpi di scena e polemiche (che nei rally Tricolori non mancano mai…) sono in tanti - troppi - ad aver da recriminare. L’elenco di quelli che ripartono da San Marino leccandosi le ferite è lungo e parte da Paolo Andreucci e Simone Campedelli. Il primo ha pagato due minuti di penalità per un anticipo a un controllo orario, l’altro ha forato nell’inferno di Sestino e nel tempo imposto attribuito (dato che poi la speciale è stata sospesa con bandiera rossa per l’uscita di strada di Costenaro) si è visto aggiungere pure i minuti impiegati per sostituire la ruota. Decisione che ha fatto discutere, ma che formalmente si può considerare corretta.

Con Andreucci e Campedelli alla fine tagliati fuori dai giochi per la vittoria, nel tabellone finale hanno scalato qualche posizione tutti quelli che fino a quel momento avevano inseguito più da lontano. Ci ha guadagnato soprattutto Fabio Andolfi, al rientro dopo i problemi di salute che lo hanno costretto a saltare il Targa Florio e bravissimo a ritrovare in fretta il ritmo dei migliori, nonostante una condizione fisica ancora ben lontana dalle migliori. Il talento ligure è stato alla fine il migliore tra gli iscritti al Tricolore, dove con i punti guadagnati qua ha fatto un passo talmente grande in classifica da essere ora primo in campionato, in un tabellone che è comunque parecchio corto e che vede Basso e Breen in scia.

Male, malissimo è andata invece a Giandomenico Basso e Andrea Crugnola. Il campione in carica si è ritirato prima del termine consegnando la tabella al controllo orario della penultima speciale, mentre l’ufficiale Hyundai non ha visto il traguardo per colpa di un ammortizzatore finito k.o.

Giornata da ricordare tra le cose belle invece per il giovanissimo boliviano Bruno Bulacia, sul podio di San Marino dopo una gara giudiziosa e condotta sempre con grandissima concentrazione.

La classifica del 49. San Marino Rally: 1. Scandola-D'Amore (Hyundai i20 R5) in 1.00'06"9; 2. Andolfi-Savoia (Skoda Fabia R5) a 30"6; 3. Bulacia-Der Ohannesian (Skoda Fabia R5) a 1'00"1.