Un trionfo storico. Per l'uomo e il mezzo. Stephane Peterhansel e la Mini sono i vincitori dell'edizione 2012 della Dakar. Dopo cinque lunghi anni di attesa il francese vince la sua quarta Dakar su quattro ruote e appone un sigillo che difficilmente qualcun altro potrà mai portargli via. Dieci vittorie alla Dakar(di cui sei in moto). Stephane Peterhansel, 46 anni, e Jean Paul Cottret, 48, ce l'hanno fatta. 
E soprattutto hanno regalato questo primo gradino del podio ad un team che da tantissimi anni stava inseguendo questo sogno. La supremazia degli ufficiali, Mitsubishi prima e Volkswagen dopo, non aveva ancora permesso a Mister Sven Quandt di coronare il suo sogno e portare l'X Raid, un team che ha creato quasi dal nulla negli anni Novanta, ai massimi vertici. Oggi ci riesce e fra l'altro con un mezzo, la Mini All 4 Racing, che ha sorpreso tutti per le sue prestazioni, le sue dimensioni e la sua resistenza. 

La gara è stata bella e a tratti più combattuta di un WRC con distacchi minimi alla fine di prove speciali lunghe anche 400 chilometri. il primo colpo di scena della seconda parte della gara è stato l'uscita di scena di Nasser Al Attiyah – su Hummer - fermato per ben tre volte nella stessa speciale dalla cinghia dell'alternatore. Un problema non enorme che però ha costretto il qatariano a ritirarsi e ad abbandonare la gara senza neanche passare dal bivacco. Con il dente avvelenato Nasser – vincitore dell'edizione 2011 – è tornato a casa dicendo che mai più avrebbe corso con un Hummer di Robby Gordon, ma dando appuntamento in compenso alla prossima Coppa del Mondo FIA RTT. 

Da lì in poi le cose si sono susseguite ad un ritmo vorticoso: la battaglia fra le otto vetture del team X Raid ha tenuto banco e Peterhansel ha capito che doveva attaccare per mettersi via un pofdi minuti preziosi. Così ha cominciato a guidare con più regolarità, rifuggendo le forature dei primi giorni, e ha battagliato senza esclusione di colpi con i suoi compagni/avversari, per primo Nani Roma e poi Krzysztof Holowczyc, il polacco che per gran parte della gara ha occupato la seconda posizione. 

Ad offuscare per un attimo l'atmosfera festosa e la battaglia tutta casalinga del team di Sven Quandt ha pensato Robby Gordon risalendo la classifica ed arrivando a soli cinque minuti dal leader francese. Un'illusione quella del californiano durata pochissimo, sia a livello sportivo che di regolamento. Il motore dell'Hummer di Gordon infatti, controllato in un pomeriggio e una serata dai commissari tecnici, è risultato non conforme alle regole e il pilota è stato escluso dalla gara. 

Fra gli italiani Silvio e Tito Totani erano l'unico equipaggio italiano sopravvissuto alla falcidia nella classe auto e invece il motore della loro Mitsubishi Pajero della RalliArt Off Road Italia ha pensato bene di rompersi proprio negli ultimi 28 chilometri di speciale. Una sorta di incubo da cui i due abruzzesi sono usciti al traino del loro camion assistenza riuscendo a portare a casa la soddisfazione del podio, il loro primo, insieme, alla Dakar.

Stratosferica la gara dei camion Iveco che hanno dominato. Primi De Rooy-Rodewald-Colsoul, secondi Stacey-Van Goor-Der Kinderen. Per i Kamaz non c'è stato niente da fare.  Grandissima infine la gara di Biasion che ha vinto la speciale finale con l'Iveco Strakker Evolution 2: il veneto si portato al sesto posto assoluto, dopo una rimonta splendida: se all'italiano si tolgono le sei ore e mezza pagate nel giorno del suo compleanno per la frizione ko, capirete che corsa poteva essere per Miki!