Quella da Antofagasta a El Salvador è stata una tappa (l’undicesima) impegnativa e decisiva, in quasi tutte le edizioni sudamericane della Dakar. Non tanto, o non solo, per il chilometraggio (749 km dei quali 605 di prova speciale) quanto perché porta ad affrontare il temibile deserto di Atacama. Ma ancor più risolutiva per la lotta in classifica è stata la decisione dei vertici dello squadrone Mini, il team X-Raid, di rallentare Stephane Peterhansel e “congelare” le posizioni che, grazie anche alla vittoria odierna di Orlando Terranova, vedono quattro Mini ai primi quattro posti. Così nonostante due forature Nani Roma ha leggermente aumentato il suo vantaggio in classifica, ora di 5 minuti e mezzo: non certo tale da rassicurare, peraltro, visto che gli errori di guida o di navigazione sono sempre in agguato. Così Terranova ha invece potuto attaccare per togliere la posizione alla Toyota di Giniel De Villiers, terzo al traguardo alle spalle di Roma, seguiti nell’ordine da Peterhansel e da Nasser Al Attiyah. Quest’ultimo è stato fermo a lungo nello stage cronometrato (una ventina di minuti persi per la rottura di un'intera ruota) e ora vede avvicinarsi in classifica proprio Terranova. Mentre ricordiamo che prosegue l’avventura della PanDakar di Giulio Verzelletti: lui e Antonio Cabini sono riusciti a prendere il via di questa sezione dopo essere arrivati solo in mattinata dalla tappa partita da Iquique, dopo aver quindi affrontato di notte le dune prima di Antofagasta. Uno sforzo pazzesco che l’equipaggio e tutto il team stanno però pagando in termini di fatica e ore di sonno saltate: ma sembrano davvero “duri a morire”. “Game over”: così si può riassumere il commento odierno di Peterhansel. «I giochi sono finiti - ha infatti detto il francese a proposito della gara e degli ordini di scuderia - ci siamo fatti una risata e ci siamo divertiti. Ieri sera il team ci ha chiesto di non prendere più rischi. Questo è frustrante, perché ormai avevamo fatto il lavoro più duro (recuperare una quarantina di minuti su Roma, ndr). Ma l’obbiettivo è di avere tre Mini sul podio, e alla velocità a cui stavamo guidando noi davanti, è facile distruggere una macchina se non due. Sappiamo che può succedere, ma non penso avrebbero dovuto farlo». In un secondo tempo, però, Peterhansel ha modificato le proprie dichiarazioni, dicendo che gli era stato solo raccomandato di non rischiare nulla e per questo ha guidato più lentamente. Dopo la tappa Antofagasta-El Salvador dove i concorrenti non hanno trovato solo il deserto di Atacama, ma anche piste minerarie, vari fiumi da attraversare e quindi pure le dune di Copiapo, si passa al percorso che porterà venerdì a La Serena, una penultima tappa di 699 km, però con “soli” 350 km di prova speciale. Classifica dell’undicesima tappa: 1. Terranova-Fiuza (Mini) in 5.58’00”; 2. Roma-Perin (Mini) a 10’57”; 3. De Villiers-Von Zitzewitz (Toyota) a 12’38”; 4. Peterhansel-Cottet (Mini) a 14’14”; 5. Al Attiyah-Cruz (Mini) a 20’57”. Classifica generale: 1. Roma-Perin (Mini) in 45.01’54”; 2. Peterhansel-Cottet (Mini) a 5’32”; 3. Al Attiyah-Cruz (Mini) a 56’01”; 4. Terranova-Fiuza (Mini) a 1.03’39”; 5. De Villiers-Von Zitzewitz (Toyota) a 1.15’57”. *Peterhansel ormai a ridosso di Roma. Leggi la notizia Maurizio Voltini CARTE11